mercoledì 11 maggio 2011

lunedì 9 maggio 2011

Un libro interessante: WHY WE FIGHT

Identitarians and others making up the European resistance lack a doctrine that truly serves as a political and ideological synthesis of who they are - a doctrine that speaks above parties and sects, above rival sensibilities and wounded feelings, that brings the resistance together around clear ideas and objectives, uniting them in opposition to the Europeans' dramatic decline.

Our people today face the gravest peril in their entire history: demographic collapse, submission to an alien colonisation and to Islam, the bastardisation of the European Union, prostration before American hegemony, the forgetting of our cultural roots, and so on. In the form of an introductory text and a dictionary of 177 key words, Guillaume Faye, one of the most creative writers of the European 'Right', makes a diagnosis of the present situation and proposes a program of resistance, reconquest, and regeneration. He holds out the prospect of a racial and revolutionary alternative to the present decayed civilisation.


The manifesto's principal objective is thus to unify the resistance by developing a common doctrine that unites everyone and every tendency seeking to constitute a European network of resistance - a doctrine that goes beyond the old sectarian quarrels and superficial divisions. All relevant subjects, including politics, economics, geopolitics, demographics, and biology are broached. As it was for the Nineteenth-century Left with Marx's Communist Manifesto, Why We Fight is destined to become the key work for Twenty-first century identitarians. This edition of Why We Fight contains the complete text of the original French edition, as well as additional material that was added for the German edition. Also included is an original Foreword by translator Michael O'Meara, author of New Culture, New Right, as well as a Foreword by Dr. Pierre Krebs, Chairman of the Thule-Seminar in Germany.




mercoledì 4 maggio 2011

Per quanto ancora Nazioni e Popoli potranno esprimersi liberamente?

Di recente la neodivinità globale, il presidente degli Usa Obama, ha dichiarato senza mezzi termini che “it is imperative that the nations and peoples of the world speak with one voice” (traducibile con ‘è un imperativo che il mondo debba parlare con una voce sola, senza più differenze o alterità’).
Ovviamente, l’unica voce ammessa deve essere quella mondialista, mentre chiaramente non sono più ammesse resistenze o dissidenze, di nessun tipo, al sistema economico-socio-politico (oligarchico) imposto dai dominatori!
Se si va oltre la contingenza della frase, dovrebbe ormai essere chiaro che Obama, nonostante tutte le infantili illusioni dei boccaloni globali, sia semplicemente, al pari dei Bush e dei Clinton, un rappresentante dei poteri forti globali e un alfiere della globalizzazione mondialista e che in tale direzione si muoverà la sua azione politica!

martedì 3 maggio 2011

1 maggio NR in Europa

Demo in Halle/Saale, Germania


Azione anticapitalista a Cipro
Autonomous Nationalists Cyprus - "Black Brigades"


venerdì 29 aprile 2011

Stop alle missioni all'estero!

Attualmente ci sono circa 8000 (ottomila!) militari italiani impegnati in circa 30 (trenta!) missioni militari all’estero, fuori dai confini nazionali, in quattro continenti. Queste missioni costano alla nostra Nazione una cifra enorme di soldi:
665 milioni di euro nel 2005
812 nel 2006
1040 nel 2007
1150 nel 2008
1350 nel 2009

E ora con la Libia i costi esploderanno (mentre Draghi chiede un taglio del 7% delle spese)!
Milioni di euro buttati per far fare ‘bella figura’ ai politicanti nelle riunioni delle oligarchie internazionali, che avrebbero potuto essere impiegati per aiutare i nostri disoccupati, ad esempio (visto che proprio oggi risulta dai dati Istat che il numero dei disoccupati sia salito a 2,071 milioni, +40 mila rispetto a febbraio), o ad impedire il taglio delle prestazioni sociali per i cittadini italiani!


Stop a tutte le missioni!

lunedì 18 aprile 2011

Senza parole!

Tremonti: «Disoccupazione giovanile? Eppure gli immigrati lavorano tutti»

Il ministro dell'Economia al vertice del Fondo Monetario Internazionale a Washington: evidentemente i giovani italiani non vogliono fare determinati tipi di lavoro

MILANO - «In Italia ci sono 4 milioni di immigrati, tra cui moltissimi giovani che lavorano da mattina a sera e anche di notte. L'Italia è un Paese che offre lavoro a certe condizioni a certe persone, evidentemente non c'è domanda per questi tipi di lavoro da parte di altri». È quanto ha detto il ministro dell'Economia Giulio Tremonti nella conferenza stampa al termine del International Monetary and Financial Committee del Fondo Monetario Internazionale a Washington, invitando dunque a domandarsi se l'Italia «è un paese in disoccupazione o in piena occupazione?». «Non mi risulta che tra i giovani immigrati ci sia disoccupazione, è tutta gente che lavora tantissimo», ha aggiunto il ministro. E a chi gli chiede se sia il caso di chiudere all'immigrazione o se i giovani italiani debbano adeguarsi, Tremonti replica secco: «Escludo la prima ipotesi».


Fonte: http://www.corriere.it/economia/11_aprile_16/tremonti-occupazione-immigrati-giovani-bamboccioni_990e9d04-6853-11e0-af60-fa6008356b52.shtml