mercoledì 16 novembre 2011

Ecco perché l’Europa è nella rete di Goldman Sachs

Interessante articolo apparso su Il Giornale (http://www.ilgiornale.it/interni/leuropa_rete_goldman_sachs/16-11-2011/articolo-id=557129-page=0-comments=1):

Monti a Draghi, dal governo greco a quello irlandese: ecco come funziona il potere occulto della banca Usa

La Goldman Sachs? Una banca d’affari che in Europa ha «tessuto una rete d’influenza unica sedimentata nel corso dei lustri grazie a una fitta trama sia pubblica, sia sotterranea». A dirlo non sono i soliti quattro gatti appassionati di trame e complotti internazionali, ma quelli di Le Monde.

La bibbia dei “gauche caviar” d’Oltralpe parte da Mario Monti e Mario Draghi per accusare la banca d’affari statunitense di gestire un occulto direttorio europeo capace di manovrare, in base ai propri interessi, gli uomini chiamati prima a generare e poi governare la crisi dell’euro.
La caccia di Le Monde ai Goldman’s Boy parte proprio da Mario Monti. Come ricorda il quotidiano francese il nostro premier in pectore ha collezionato non solo l’incarico di consigliere internazionale della Goldman Sachs, conferitogli nel 2005, ma anche le cariche, non proprio ininfluenti, di presidente della Commissione Trilaterale e di socio del Bilderberg Group.


Ma l’appartenenza alla Trilaterale e al Bilderberg sembrano dei requisiti irrinunciabili per tutti i Messia delle disastrate nazioni europee.
Non a caso Peter Denis Sutherland presidente non esecutivo della Goldman Sachs International, membro del Bilderberg Group e presidente onorario della Trilaterale, è stato chiamato a dirigere le operazioni per il salvataggio dell’economia irlandese. Peccato che la Commissione Trilaterale, ideata nel 1973 da David Rockfeller, venga spesso accusata di non essere non soltanto un “think tank” dedito al coordinamento delle politiche di Asia, Europa e Stati Uniti, ma un centro di potere occulto creato - scriveva il senatore repubblicano Barry Goldwater - per sviluppare «un potere economico mondiale superiore ai governi politici delle nazioni coinvolte».


Ben peggiori sono però, ricorda Le Monde, i sospetti che circondano Mario Draghi l’attuale governatore della Bce, titolare tra il 2002 e il 2005 della carica di vice presidente della Goldman Sachs International. In quel fatale 2005 la Goldman Sachs rifila alla Grecia gli strumenti finanziari indispensabili per nascondere i debiti e metter piede nell’euro. A render possibile il raggiro targato Goldman Sachs contribuisce non poco Lucas Papadémos, il premier greco, membro come Mario Monti della Commissione Triennale, chiamato oggi - al pari del “Supermario” nostrano - a salvare la patria in pericolo.

Una patria accompagnata da lui stesso sull’orlo del precipizio quando, da governatore della Banca Centrale di Atene, affida a Petros Christodoulos, un ex gestore di titoli della Goldman, lo scellerato maquillage dei conti ellenici. Tra i Goldman’s Boys nostrani Le Monde dimentica Romano Prodi. A puntare il dito sull’ex premier dell’Ulivo ci pensa già nel 2007 il Daily Telegraph accusandolo di esser stato sul libro paga della Goldman una prima volta tra il 1990 e il 1993 e poi di nuovo dopo il 1997.
Ma alla luce dello scenario disegnato da Le Monde è assai interessante anche il “cursus honorum” di Massimo Tononi, il 47enne manager bocconiano nominato nel 2006 sottosegretario all’Economia del governo Prodi dopo una fulgida carriera in Goldman Sachs. Tornato alla Goldman dopo quell’esperienza, Tononi è oggi il presidente di Borsa Italiana, la società di proprietà del London Stock Exchange che controlla Piazza Affari. Una carica assunta lo scorso giugno, poche settimane prima del fatidico decollo dello spread. Uno di quei casi che solo Dio sa spiegare. Non a caso Lloyd Craig Blankfein, presidente dal 2006 della Goldman Sachs e grande finanziatore delle campagne elettorali di Obama, spiega così il suo mestiere di banchiere.




venerdì 11 novembre 2011

Cinque milioni di persone sono senza occupazione!!!!!!

Se accanto ai disoccupati veri e propri mettiamo altri due gruppi, composti da lavoratori scoraggiati e da quanti cercano un lavoro ma non sono disposti a lavorare immediatamente, otteniamo un popolo di circa cinque milioni di persone, potenzialmente impiegabili nel processo produttivo. I calcoli sono dell'Istat che ieri ha diffuso i nuovi indicatori complementari concordati dall'Eurostat con i Paesi dell'Unione europea e li ha applicati alla rilevazione delle forze di lavoro del 2010. Pertanto nel 2010 gli inattivi che non cercano più un impiego ma sono disponibili a lavorare erano pari a 2 milioni 764mila unità e sei su dieci erano donne. Questo gruppo sociale che in Italia è pari all'11,1 per cento delle forze di lavoro risulta, secondo i dati Istat, tre volte più elevato rispetto alla media europea ed è in costante crescita dal 2004 a oggi (tuttavia si percepisce davvero come scoraggiato solo il 42% di questo tipo di inattivi).

Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2011-11-11/cinque-milioni-persone-sono-064039.shtml?uuid=AaPbyZKE

mercoledì 9 novembre 2011

L'UE: DOVETE RASSICURARE I MERCATI!

Disoccupazione, povertà in crescita, disparità economiche crescenti, ingiustizie sociali in espansione, delocalizzazioni, licenziamenti, assenza di prospettive.

Questa la realtà per milioni di europei non privilegiati!

Ma l'unico cruccio dei tecnocrati strapagati 'europei' (parte dell'oligarchia globale dominante) sembra essere uno solo, come si legge nelle notizie di oggi: dovete rassicurare i mercati!

Ergo, dovete far si che le sanguisughe che stanno affossando intere nazioni in nome del profitto possano continuare nella loro impresa criminale.

Pochi privilegiati stanno incatenando interi Popoli sull'altare dell'avidità e della speculazione.

Fino a quando lasceremo questi criminali giocare con le nostre vite e con il nostro Futuro?

We will b not silent! Smash capitalism!

sabato 5 novembre 2011

Flash mob anticapitalista

Flash-mob degli Autonomi Nazionalisti di RN e del collettivo 'Resistance2011' (Do It Yourself style) contro banche, finanzieri e affini! Smash capitalism!

lunedì 24 ottobre 2011

Follie del capitalismo: in pensione a 70 anni!

Qualche giorno fa al convegno dei Giovani industriali che si è tenuto a Capri i 'giovani' hanno invitato la classe politica a prestare ascolto. E a passare “dal dire all’agire, dagli annunci all’azione”. Il presidente, tale Jacopo Morelli, ha spiegato che “la situazione attuale sta tutta in tre numeri: 120, 27, 0. 120 come debito pubblico, 27 come tasso disoccupazione giovani, 0 come stima crescita per 2012″. Dopo tale tirata, la soluzione invocata a gran voce da Morelli (non dissimile da quella che da tempo chiede a gran voce da Emma Marcegaglia) è: “riforme, riforme, riforme”. Come ad esempio quella che “innalza l’età pensionabile a 70 anni, escludendo i lavori usuranti, abolire le pensioni di anzianità, equiparare da subito il sistema per uomini e donne”. Richieste che puzzano lontano un miglio di propaganda e opportunismo spiccio di casta.
Anche perchè, per chi non è un garantito, la situazione reale è ben diversa: dopo i 35 anni (età che però sta scendendo rapidamente sotto i 30) i cari industriali e compagnia poco bella difficilmente assumono e per gli over 40 che perdono il lavoro il futuro si sta facendo molto, ma molto nero!
E allora siamo noi a chiedere al baldo rappresentante dei giovani industriali: lei assumerebbe nella sua azienda persone di 70 anni? Assumerebbe persone con età superiore ai 35 anni (e parliamo di impiegati e lavoratori, non manager amici-degli-amici, che a qualunque età van sempre bene!)?
Perchè non chiedete una legge che supporti chi non ha più un lavoro sopra i 40 anni?
Perchè continuate a perpetuare falsi miti e chiedete cose assurde (in pensione 70 anni), anche se poi nei fatti fate l'esatto contrario?
Purtroppo ben conosciamo i reali obiettivi delle oligarchie dominanti e dei capitalisti e invitiamo i politici a cominciare a pensare non solo alle continue richieste di caste, castine e élites danarose (gente che pensa unicamente al proprio profitto personale, costi quel che costi), ma di cominciare a pensare REALMENTE al bene della Comunità Nazionale, del Popolo, di tutti i non-privilegiati locali, dei senza voce e senza prospettive. Altrimenti
NON C'E' FUTURO!