sabato 28 marzo 2015

18 marzo 2015: Nationalists against capitalism

18 marzo, i movimenti anti-austerità si danno appuntamento all’inaugurazione del grattacielo (da 1,1 miliardi di euro, alla faccia dell'austerità imposta ai Popoli) sede della Banca centrale europea (BCE). All'evento non potevano mancare gli attivisti del movimento nazionale: "We want to bring all nationalists in Europe together for an anti-capitalistic movement. Against the austerity policy, for free peoples" ( http://www.fight-ecb.cf/ ). Smash capitalism!

 


 

lunedì 16 febbraio 2015

Day of Action against TTIP & criminal globalization

On Jan 24 militants of Resistenza Nazionale – ACN/AKN, helped by friends of FN and Turin and Biella nationalists, took to the streets to protest against the free trade agreements between the EU and the United States (TTIP) and the criminal globalization! This is not the first time we choose to act against globalist games hoping to wake up peoples about. Those who acquiesce to the capitalist takeover are voluntarily choosing to live on their knees, subjugated, manipulated and exploited. As always, there are those who look at their own situation and seeing no immediate threat to their livelihoods, don't understand what all the fuss is all about. In these days the EU (proving once again that it has never been a project for the people, but for the bank elite!) will soon sign a comprehensive trade agreement with the US called TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). This is an assault on the sovereignty of our Nations. Officially, they say us that this will create jobs and improve economic growth. Yeah, always the same globalist crap, NWO-capitalist propaganda! However in reality the profiteers of this agreement are only global corporations, not the citizens. The TTIP strengthen the power of big business, while People’s interests will be weakened. The TTIP basically makes the dictatorship of capital a concrete reality. Liberalization and privatization should be one-way streets. Returning once privatized municipal utilities or hospitals to communal authority would be difficult or even impossible with the TTIP. Massive job losses threaten through the severe competition from overseas. Food standards and consumer protection threaten!
This cannot be allowed! What will become of our earth and our lives if such criminals actually lead the world? It would be nothing but a ruthless dictatorship of a
handful of corporate oligarchs around the globe (who have everything—wealth, power and privilege) while the rest of us struggle as part of a vast underclass, increasingly impoverished and ruthlessly oppressed and repressed. We have to say ENOUGH!  We have to realize that the government has been hijacked by this global corporate mafia. We have to revolt, to rise up in opposition, to fight back! No to TTIP! No to NWO/EU Dictatorship!


martedì 27 gennaio 2015

CONTRO IL TTIP! CONTRO IL MONDIALISMO!

Sabato 24 gennaio militanti di RN e del network anticapitalista ACN/AKN, supportati da attivisti di FN Torino e dagli amici della comunità nazionalista torinese e biellese (che ringraziamo per il sostegno ricevuto) hanno organizzato una giornata di mobilitazione contro il TTIP (il Trattato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti), il mondialismo e per la Giustizia Sociale! Gli Stati Uniti e i burocrati dell’Unione Europea stanno segretamente negoziando l’ennesimo accordo commerciale (su cui ovviamente i cittadini non potranno esprimere il proprio parere e dare il proprio consenso) fatto su misura per gli interessi delle grosse corporation transnazionali e per il mondo del business internazionale. Semplificando, l’accordo, auspicato da gruppi mondialisti quali l’Aspen Institute e il Center for Economic Policy Research di Londra (ente finanziato da grandi banche internazionali), prevede che le legislazioni di Stati Uniti e delle Nazioni europee si pieghino totalmente alle regole di libero scambio che, se si guarda oltre alla solita propaganda diffusa dal sistema massmediale, avrà effetti disastrosi sulle nostre società, generando una gara al ribasso delle norme sociali, una progressiva scomparsa dei servizi pubblici, un abbassamento generalizzato degli standard dei diritti del lavoro e ulteriori delocalizzazioni (con relativa perdita di posti di lavoro). Insomma, si tratta dell’ennesimo tassello del progetto mondialista, la radice di tutti i mali odierni, di distruggere la sovranità nazionale dei Popoli e di incatenare l’intera umanità ad una realtà artificiale fatta di consumismo, sfruttamento, ingiustizie sociali e immensi profitti (ovviamente per le ristrette oligarchie globaliste). Oggi come ieri, la nostra risposta è sempre la stessa:
NO AL MONDIALISMO! NO AL TTIP!
 



 
 

sabato 6 dicembre 2014

Censis, Italia 2014: Più diseguaglianze, meno integrazione!

Ennesima conferma sullo stato della nostra Nazione viene dal Censis nel Rapporto sulla situazione sociale del Paese 2014: l'Italia è un paese dal capitale umano "inagito" e "dissipato", afferma l'isitituto nel suo rapporto, in cui conta quasi 8 milioni di individui non utilizzati: 3 milioni di disoccupati, 1,8 mln di inattivi e 3 milioni di persone che, pur non cercando attivamente un impiego, sarebbero disponibili a lavorare. La crisi economica (leggasi: gli effetti della globalizzazione capitalista-mondialista) ha diffuso in Italia "una percezione di vulnerabilità" tale da far ritenere al 60% degli italiani che a chiunque possa capitare di finire in povertà, "come fosse un virus che può contagiare chiunque". La reazione è un "attendismo cinico", per cui non si investe e non si consuma, il contante è considerato una tutela necessaria e prevale la filosofia del "bado solo a me stesso". Nonostante tutto ciò, le classi dirigenti progressiste (assieme a quelle conservatrici) proseguono sulla strada verso la rovina definitiva: più precarietà, più disoccupazione, meno tutele, meno welfare, più catene e meno Diritti. Le oligarchie mondialiste ringraziano!

giovedì 23 ottobre 2014

CONTRO IL JOBS ACT DEL GOVERNO FILOMONDIALISTA!

Sulla scia delle controriforme degli ultimi 20 anni (dal criminale inserimento, ad opera dell’allora governo di ‘sinistra’ Prodi che con Treu portò in Italia il lavoro interinale, ossia la precarietà) anche oggi ci viene raccontato che il problema principale del mercato del lavoro in Italia sia la rigidità dei contratti, non la carenza di domanda. Perciò, nonostante nel solo 2013 si siano persi ulteriori 413mila posti di lavoro (dati Istat) e nonostante una recente confermi che la flessibilità non porta più lavoro ( http://www.economiaepolitica.it/lavoro-e-sindacato/la-tesi-contro-la-flessibilita-non-porta-piu-lavoro/#.VEi7yrkcQiQ ) con il Jobs Act avremo una ulteriore precarizzazione (ormai in alcuni settori lavorativi siamo ormai allo schiavismo vero e proprio) dei contratti di lavoro, senza che, ovviamente, venga inserita una giusta protezione per chi perde il lavoro, come avviene negli altri paesi europei. Difficile che questa ulteriore precarizzazione dei rapporti di lavoro favorisca la ripresa economica, ovvero la competitività delle nostre imprese a livello nazionale. È, infatti, un forte scoraggiamento a investire sulla forza lavoro, visto che già oggi (con oltre 40 tipi diversi di lavoro a tempo!) ai padroni e ai loro lacchè (capi e capetti scelti prevalentemente tra amici e paraculi vari, alla faccia della meritocrazia sempre sputata in faccia ai non-privilegiati) interessa solo l’asservimento della forza lavoro e nulla più! Per questo noi di Resistenza Nazionale diciamo NO al Job Acts, ennesimo strumento capitalista per imporre le catene e asservire i non privilegiati!

mercoledì 16 luglio 2014

Il Sole24Ore: LA DISOCCUPAZIONE E' STRUTTURALE

Toh, dopo anni che lo affermiamo anche il Sole24Ore scopre che in Italia e in Europa "il problema dei problemi è che la disoccupazione sta diventando da temporanea a strutturale" (ossia permanente): http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2014-07-15/europa-crisi-settimo-anno-ci-sono-piu-25-milioni-disoccupati-come-guerra-che-ora-dicono-psicologi-rischiano-ammalarsi-150908.shtml?uuid=ABQvkzaB . Bene, anzi male, malissimo. Poiché, ormai, anche i media dei capitalisti mondialisti non possono più negare tale evidenza! Peccato che tale 'presa di coscienza' non porterà sicuramente ad una revisione delle teorie economiche criminali (capitalismo/globalizzazione/mondialismo) che fin qui ci hanno condotto. Anzi, sicuramente in nome della piena occupazione premeranno per cinesizzare ulteriormente la nostra società (ossia meno diritti, meno tutele, più precarietà, più catene per tutti!).