giovedì 27 febbraio 2020

Virus o meno, la globalizzazione non va fermata!


Il trambusto creato dal Coronavirus ancora una volta ci ha permesso di vedere oltre lo schermo fatto di slogan, propaganda, sparate, blablabla come alla fin fine nessuno degli attori politici in campo abbia interesse a bloccare il sistema. Infatti, tra lamentele, accuse, soliti furbetti che cercano di approfittare del trambusto, nessuno ha però puntato il dito verso il vero colpevole di tutto ciò: la globalizzazione capitalista! Anzi, per alcuni, la soluzione sarebbe addirittura di andare ancora oltre, globalizzando sempre di più!
 
E’ paradossale: più le popolazioni locali, siano essi cittadini oppure lavoratori, patiscono da sto processo criminale, meno questo viene messo sotto accusa. Ovviamente, ben ci si rende conto degli immensi profitti che tutto ciò sta elargendo a gruppi sociali ben definiti, tipo gli imprenditori, e come quindi la politica si guardi bene dal mettere anche solo in discussione tale andazzo. Ovviamente, poi, quando si tratta di Cina le cose peggiorano anche, per cui anche di fronte a eventi tragici come quello che stiamo affrontando ben poco si può sperare che la politica invochi seriamente il blocco dei confini e lo stop all’arrivo delle merci. Infatti, la Cina ormai da qualche decennio è divenuta la massima espressione della globalizzazione capitalista, grande beneficiario (cosa sarebbe la Cina senza la marea immensa di denaro e investimenti portati dai capitalisti occidentali in quel paese?) e, specie, grande sponsor della stessa: «Molti dei problemi di oggi non sono affatto causati dalla globalizzazione. È vero che la globalizzazione ha creato nuovi problemi, ma questa non è una giustificazione per cancellarla, quanto piuttosto per adattarla»: così ha parlato il presidente della Repubblica Popolare cinese Xi Jinping al 47° Forum economico di Davos in
Svizzera, davanti a tremila rappresentanti del gotha internazionale dell’economia. «Piaccia o no, l'economia globale è l'enorme oceano dal quale nessuno può tirarsi fuori completamente. Dobbiamo dire no al protezionismo. Perseguire il protezionismo è come chiudersi dentro una stanza buia. Vento e pioggia possono pure restare fuori, ma resteranno fuori anche la luce e l'aria» ha prseguito Xi Jinping, applauditissimo dai vampiri di Wall Street, da sempre ferocemente avversi a qualsiasi forma di confine o limite al liberoscambismo. Tanto il conto lo pagano sempre le popolazioni locali, specie i meno privilegiati all’interno di queste!





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