lunedì 23 agosto 2010
martedì 10 agosto 2010
NO OGM!
Gli OGM rappresentano un indubbio pericolo per la nostra agricoltura (per non parlare della salute delle persone) e rappresentano un passo avanti verso il dominio delle multinazionali su tutti gli aspetti della nostra vita, alimentazione compresa.
Plaudiamo quindi al raid contro il campo di mais "geneticamente modificato" a Vivaro, in provincia di Pordenone, già nel mirino di Greenpeace nei giorni scorsi. Come ha sostenuto Zaia in un’intervista: “Ci sono i tempi della giustizia, certo, ma i cicli biologici, i pollini, non hanno gli stessi tempi. O si elimina il problema o sicuramente qualche contadino confinante con le colture gm raccoglierà del mais ibridato dal seme transgenico. Io dico questo: il 75% dei cittadini in Italia non vuole gli Ogm. Gli unici che ci guadagnano sono le multinazionali, non è vero che i contadini guadagnano di più. Noi siamo il paese dai 4700 prodotti tipici, questo vuoi dire che dobbiamo difendere questa nostra caratteristica. L'Italia deve essere Ogm free!”
Nessuna ambiguità: NO AGLI OGM!
Plaudiamo quindi al raid contro il campo di mais "geneticamente modificato" a Vivaro, in provincia di Pordenone, già nel mirino di Greenpeace nei giorni scorsi. Come ha sostenuto Zaia in un’intervista: “Ci sono i tempi della giustizia, certo, ma i cicli biologici, i pollini, non hanno gli stessi tempi. O si elimina il problema o sicuramente qualche contadino confinante con le colture gm raccoglierà del mais ibridato dal seme transgenico. Io dico questo: il 75% dei cittadini in Italia non vuole gli Ogm. Gli unici che ci guadagnano sono le multinazionali, non è vero che i contadini guadagnano di più. Noi siamo il paese dai 4700 prodotti tipici, questo vuoi dire che dobbiamo difendere questa nostra caratteristica. L'Italia deve essere Ogm free!”
Nessuna ambiguità: NO AGLI OGM!
lunedì 9 agosto 2010
mercoledì 28 luglio 2010
Citando Orwell...
“Ero consapevole di un immenso senso di colpa che dovevo espiare, sentivo di dovermi sottrarre non soltanto all’imperialismo ma ad ogni forma di dominio dell’uomo sull’uomo. Volevo sommergermi, scendere in mezzo agli oppressi, essere uno di loro e schierarmi al loro fianco contro i loro tiranni”.
- George Orwell -
sabato 24 luglio 2010
Scoprendo il vero volto del Mondialismo turbocapitalista
"...che il vero obbiettivo non sia la riduzione del costo del lavoro, sebbene questo appaia evidente, bensì la realizzazione di una fabbrica dove regnano ordine, disciplina, acquiescenza assoluta agli ordini dei capi. Dove, in altre parole, il sindacato non solo assume vesti moderne, ma semplicemente non esiste, o non fiata. Magari ci verrà detto ancora una volta che questo è un obbiettivo che la globalizzazione impone. Può essere, anche se le pretese di quest´ultima cominciano ad apparire esagerate". (Luciano Gallino in merito alla delocalizzazione della Fiat in Serbia)
mercoledì 21 luglio 2010
Le nuove catene: la precarietà
"La schiavitù è libertà"! Questo era uno degli slogan che campeggiavano sul tetto del 'Ministero della Verità' nello stupendo romanzo di Orwell, '1984'.
Un'inversione dei termini (Neolingua) che serviva a impedire il dissenso e a 'nascondere' il totalitarismo delle oligarchie.
Anche oggi funziona così: flessibilità, competizione, libertà d'iniziativa, concorrenza. Questi gli slogan della propaganda capitalista.
Ma dietro a questi slogan c'è una cupa realtà fatta di disperazione, angoscia, sfruttamento, povertà crescente. Insomma, una nuova schiavitù, anche se con nomi diversi, per moltissimi.
Un interessante articolo sul tema della precarietà come nuova schiavitù è comparso sul blog Stop Capitalismo: Le nuove catene, flessibilità, precarietà, sfruttamento -
mercoledì 14 luglio 2010
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