domenica 17 dicembre 2017
giovedì 7 dicembre 2017
Decolonizzare l'immaginario per superare lo status quo!
Decolonizzare l'immaginario, uscire dal conformismo, ripensare la società, superare schemi e modi di pensare e immaginare l'esistenza imposti dal sistema. Senza questo passo nessun cambiamento, nessuna Rivoluzione, sarà possibile. Acquisire consapevolezza, liberarsi dalle scorie neoliberiste, capitaliste e mondialiste diventa essenziale se si desidera VERAMENTE modificare radicalmente la società che ci circonda e che ci opprime (anche se non lo vediamo). Il primo passo spetta a te e solo a te!
giovedì 23 novembre 2017
UE: tutti i Paesi dell’Unione europea introducano sistemi di reddito minimo garantito!
Come ormai sanno pure le pietre, l’Italia è l’unico paese
europeo - insieme alla Grecia - a non prevedere alcuna forma di tutela
universale in caso di disoccupazione o di transizione lavorativa. Nulla. Zero.
Chi perde il lavoro riceve qualche briciola e poi è abbandonato a se stesso,
dove se non ha santi in paradiso (o il classico calcio in culo) finisce a incrementare
le schiere di precari e di scoraggiati, visto che in Italia il lavoro c’è solo
per i soliti noti. Solo pochi mesi fa da parte progressista (PD e compagnia)
veniva sostenuto a gran voce che eventuali forme di sostegno a chi perde il
lavoro siano solo ‘assistenzialismo’ ed ‘elemosina di Stato’. Gli stessi progressisti
però non si fanno scrupoli a erogare miliardi ogni anno per i finti profughi,
mentre per gli italiani non privilegiati i soldi non ci sono mai. Anche il
recente Sostegno all’inclusione attiva/Reddito di inclusione (basato sull’Isee
recentemente modificato per rendere più difficile l’inclusione degli italiani
indigenti) è una pagliacciata che, tutti lo sanno, finirà quasi completamente
nelle tasche degli immigrati. Un gravissima forma di discriminazione sociale!
Di recente però il Parlamento Ue in una risoluzione non
legislativa ha chiesto che tutti i Paesi dell’Unione europea introducano sistemi
di reddito minimo garantito (nel mentre lo stesso Parlamento europeo ha
definito le misure presenti in Italia –SIA/RIA- ‘insoddisfacenti’) e un accesso
più semplice ai servizi (l’esatto opposto di quanto si fa in Italia, dove tutto
è sempre di una complessità assurda, forse proprio per scoraggiare le persone).
Con tale approvazione il Parlamento europeo intende fare pressione sulla
Commissione Europea affinché affronti l’argomento. Strasburgo in questo modo ha
proposto ai Paesi membri di fissare una cifra minima di reddito, basandosi
sulla soglia del rischio di povertà e su altri indicatori Eurostat. Reddito minimo garantito che è una forma di
sostegno alle persone in difficoltà economica, da non confondere con il reddito
di cittadinanza universale disposto a prescindere dalla condizione economica
del singolo.
Sarà divertente adesso vedere come tutti i partiti/movimenti
europeisti, dal PD/progressisti a Forza Italia a tutti quelli che non chiedono
l’uscita immediata dalla UE, gestiranno la cosa. Perché è troppo facile imporre le cose
urlando ‘ce lo chiede l’Europa’ e fare gli europeisti solo quando fa comodo…
martedì 21 novembre 2017
A cosa serve l'immigrazione...
Non finiremo mai di ripeterlo: L'IMMIGRAZIONE E' UN FENOMENO PADRONALE! L'immigrazione serve solo a imprenditori e affini per RIDURRE GLI STIPENDI e, ovviamente, i DIRITTI degli autoctoni. Finchè ci si ostinerà a non comprendere questa banale verità, sarà impossibile affrontare adeguatamente il problema.
Da "Libero", 20 luglio 2000
martedì 7 novembre 2017
Giustizia Sociale, Italia ultima in classifica in Europa!
Povertà, disoccupazione, precarietà, esclusione sociale,
scarsi investimenti in istruzione, salute, lavoro ritraggono un'Europa che
pensando quasi esclusivamente alla stabilità economica si sta dimenticando della
giustizia sociale. Tre anni fa, nel 2014, uno studio del think tank tedesco
Bertelsmann Stiftung sulla situazione sociale in Ue presentava dati particolarmente
preoccupanti, specie quelli riguardanti la nostra nazione. l'Italia in fatto di
assicurare un welfare giusto, eque opportunità di vita, di formazione, di
lavoro, arrivava solo al ventitreesimo posto sui ventotto paesi, pari alla
Lettonia e sotto la media europea.
Oggi le cose non sono per nulla migliorate. Lo squilibrio
tra i paesi del Nord e quelli del Sud è sempre più evidente nel nostro
continente: mentre la Svezia, la Finlandia, la Danimarca e l'Olanda registrano
ancora un alto livello di inclusione sociale, nei paesi più colpiti dalla crisi
come Grecia e Italia l'ingiustizia sociale in questi anni è fortemente
aumentata e non ci sono segni di possibili miglioramenti. Dilagano disoccupazione
cronica e precarietà, il welfare è assolutamente inadeguato a rispondere alle
esigenze di un paese che non è più quello degli anni ’70 o ’80, ma somiglia
sempre più ad una sorta di ‘repubblica delle banane’, dove è presente un’economia
totalmente basata sull’export (senza nessuna attenzione al mercato interno) e
dove domina una corsa senza freni al ribasso continuo del costo del lavoro, che
si traduce in uno svilimento senza fine dei lavoratori e delle condizioni di
lavoro.
Serve un cambio di paradigma: passare dalle esigenze di
imprese e imprenditori a quelle di lavoratori e cittadini. Dal neoliberismo
capitalista alla Giustizia Sociale! Giustizia sociale che non ha nulla a che
fare con l’elemosina una tantum, come piace a certi reazionari. Altrimenti le
cose continueranno solo a peggiorare…
martedì 31 ottobre 2017
Robot e mondo del lavoro: SAREMO DIMEZZATI!
Al recente G7 di Torino si è parlato anche di robotizzazione del mondo del lavoro. E sono stati ribaditi, da parte degli oligarchi mondialisti, i soliti mantra ormai triti e ritriti: tra i tanti, il Ministro statunitense del Lavoro, Acosta, ha ribadito che "la robotizzazione non ruba posti di lavoro" e che -altra litania che si ripete da anni- "serve formazione". Come se già ora non vivessimo in una società dove è pieno di lavoratori iperformati che faticano a trovare lavoro o a ricollocarsi in seguito a perdita del lavoro!
Come al solito quando si parla di mondialismo, le farneticazioni ideologiche trionfano, ma intanto la realtà (cosa che ormai tocca sempre meno politicanti e compari) è sempre altra cosa!
E infatti proprio negli stessi giorni del G7 compariva un articolo su un quotidiano nazionale in cui la verità veniva mostrata senza ombra di dubbio: CI DIMEZZERANNO!
Qui si sta parlando di MILIONI di persone, persone che non hanno un santo in paradiso o l'amico politico/imprenditore o l'azienda di famiglia! Cosa faranno queste persone a 45 o 50 o 55 o 60 anni al momento che perderanno il posto perchè sostituite dai robot? Tenuto conto che già oggi a 35 anni nelle aziende e in quelle fogne a cielo aperto che si chiamano agenzie interinali ti dicono "sei vecchio" e -grandissima discriminazione che non interessa a nessuno- si viene scartati senza pensarci troppo! E visto che tutti straparlano di 'formazione', quale formazione è prevista per 'aggiornare' e reinserire nel mondo del lavoro milioni di persone simili? Ovvio che basta fermarsi a rifletterci un minuto solo che ci si rende conto immediatamente della follia di tale stronzate ideologiche!
In Italia, come riporta un certo articolo di qualche giorno fa, sono a rischio 3,5 milioni di posto di lavoro (che si andrebbero a sommare ai 7,7 milioni di disoccupati già presenti oggi): dove si potrebbero reinserire 3,5 milioni di lavoratori? Dove?
A tutt'oggi, secondo noi non c'è risposta, ma una sola sicurezza: sarà un disastro. E mentre negli altri paesi governi e istituzioni si preparano per tali scenari, da noi i politicanti di tutte le latitudini pensano solo ai loro interessi e alle cazzate ideologiche (gender, ius soli, pensioni sempre più lontane, ecc). E' tempo di prendere coscienza...
mercoledì 20 settembre 2017
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