venerdì 21 gennaio 2011

Sinistra senza maschera!

Cos’è la ‘sinistra’ oggi? E’ realmente ‘alternativa’ nelle proposte che fa?
A ben guardare, non ci sembra proprio, anzi! Dall’introduzione in Italia del lavoro interinale (Pacchetto Treu, Governo Prodi 1997-8) alle posizioni turbocapitaliste assunte di recente dai leader ex-comunisti, risulta chiaro l’allineamento delle ‘sinistre’ al mito del libero mercato e del ‘modello americano’.
Già nel 1999 in un’interessante articolo, intitolato significativamente ‘Falce, martello e McDonald’s’, Jean-Paul Fitoussi riconosceva come di fatto la Sinistra europea non corrispondesse più a quanto ancora presente nell’immaginario collettivo, ma svelava la ‘strana attrazione per il modello americano’ degli eredi dei partiti comunisti europei.
Secondo Fitoussi “dopo essersi convertita alla ‘buona’ gestione che implica il dare una priorità assoluta alla stabilità dei prezzi e all’equilibrio di bilancio anche se nuoce all’impiego, alla Sinistra non rimaneva che fare un ultimo passo: riconoscere che la flessibilità del mercato del lavoro costituisce la sola arma efficace nella lotta alla disoccupazione. Poco importa che in tal modo si rinunci ad una delle caratteristiche più significative del modello sociale europeo”.
Altro che ‘alternativi’ all’esistente: caduto il regime sovietico, hanno prontamente eletto il feroce e selvaggio capitalismo globalizzato come proprio modello!

giovedì 13 gennaio 2011

Sul referendum alla Fiat

Prendiamo spunto da un volantinaggio compiuto dagli Autonomi Nazionalisti Supporter group di Torino ( http://anstorino.altervista.org/blog/ ) e dall'articolo pubblicato dagli amici di Stop Capitalismo per esprimere la nostra solidarietà agli operai Fiat sotto attacco!

Pubblichiamo anche l'articolo apparso su Stop Capitalismo:

Prende il via quest'oggi il referendum tra i lavoratori sull'accordo per Mirafiori.
Ma si può considerare una libera scelta quella fatta sotto 'ricatto' di possibile delocalizzazione degli impianti?
Se per un attimo si va oltre al solo caso Fiat e alle questioni relative alle nuove norme in merito alle turnazioni (che prevedono più notturni e più straordinari), ai permessi malattia e all'abolizione delle pause, fatti che di per se confermano l’onda lunga del processo in atto che sta portando tutti i lavoratori verso una progressiva perdita dei Diritti acquisiti in decenni di lotte e un peggioramento complessivo delle condizioni lavorative (che, ricordiamo, sono in corso in Italia, ma non solo, da due decenni circa. Si pensi solo alla vergogna diffusa del lavoro flessibile/interinale, introdotto dal centro-sinistra di Prodi nel periodo 1997-98 con il pacchetto Treu, all’epoca, lo ricordiamo bene, NON CONTESTATO DA QUASI NESSUNO!) è facile vedere come la situazione specifica si possa ricollegare ad una dimensione più ampia, sottovalutata da anni (specie dalle persone di sinistra): la globalizzazione neoliberista!
E’ innegabile che l’attuale forma di Capitalismo globalizzato, il Turbocapitalismo, si basi sempre più sul ‘Modello Cinese’, cioè sul ‘Capitalismo Totalitario’, sul capitalismo come strumento di dominio.
Si può ormai tranquilamente parlare di DITTATURA DEL CAPITALISMO, un sistema in cui in nome del profitto (di pochi) e di poca crescita in più vengono sacrificati tutti gli obiettivi sociali, politici e culturali, e dove in maniera crescente si trasferisce il potere dalle pubbliche autorità (espressioni, così dovrebbe essere, della volontà dei cittadini) agli interessi economici privati delle élites mondialiste.
Tutti i mali odierni (che in un futuro molto prossimo aumenteranno e si estenderanno tra la popolazione) dipendono dal processo di globalizzazione in atto da decenni.
Processo che ha portato ad un’economia globale sempre più turbocapitalista, in cui competizione esasperata, ritmi vorticosi e allucinanti, assenza di regole e peggioramento delle condizioni generali la fanno da padrone!
Questo è il vero volto del mondialismo, della globalizzazione: un sistema che permette alle oligarchie globali di accumulare profitti immensi ai danni di tutti i Popoli del mondo, Europei in primis, che si vedono portare via le fabbriche e il lavoro e, con essi, in assenza di alternative, il Futuro, finendo sotto ricatto (poiché di questo si tratta) per cercare di conservare quel poco che resta!
Ma non si illudano gli attuali ‘benestanti’: tale processo non guarda in faccia nessuno e ben si sa che per ogni buon affare fatto (specie per le oligarchie), inevitabilmente ci deve essere una gran perdita subita in qualche altra parte! Qualcuno deve sempre pagare l’accumulo dei soliti noti!
Nessuno quindi (a meno che non si faccia parte della sempre più ristretta cerchia delle oligarchie e dei loro servi) è al riparo dalla tempesta che si sta estendendo.
In una società basata sul denaro è bene ricordare che il denaro ‘non olet’, non può attenersi a regole morali di nessun tipo e si presta molto facilmente a seguire logiche e meccanismi sempre più perversi.
Il turbocapitalismo è come un domino e domani toccherà sicuramente a qualcun altro dover cedere pezzi della propria vita per permettere agli oligarchi di incassare ulteriori profitti!

lunedì 10 gennaio 2011

Capitalismo è...

'Il capitalismo è un totalitarismo'
(Charles Berrias)

http://stop-capitalismo.blogspot.com/

giovedì 6 gennaio 2011

Sea Shepherd contro le baleniere in Antartico!

Ancora battaglia fra gli 'ecopirati - eroi' di Sea Shepherd e la flotta giapponese.
Nell'ambito della campagna No Compromise 2010-11 contro la caccia ai cetacei perpetrata dalle baleniere giapponesi, gli attivisti della Sea Shepherd si sono duramente scontrati nelle remote acque dell'Oceano Antartico con i criminali delle navi arpionatrici.

sabato 18 dicembre 2010

Il vento della rivolta soffia impetuoso sull’Europa

Da un paio di anni l’intero continente, dall’Islanda ad Atene, da Londra all’Italia, dall’Irlanda alla Francia, ribolle di proteste e di dissenso verso quello che sta succedendo e continue si susseguono esplosioni spontanee di rabbia che assumono il volto di rivolte improvvise.
Rivolte espressioni non solo, come vorrebbero farci pensare i media, di periferie metropolitane piene di rancore, ma di un rifiuto crescente e diffuso di larghi settori di popolazione a piegarsi a diseguaglianze crescenti, a conformarsi tacendo ad un ‘Progresso’ che invece è un regresso, ad un gioco perverso condotto sulla pelle di milioni di cittadini europei non-privilegiati.
Proteste legittime, per quanto ancora confuse, ad ingiustizie ed imposizioni che si fanno ogni di giorno più odiose e insensate. E’ un qualcosa che riguarda, o dovrebbe riguardare, tutti!
Quale cittadino sano di mente desidererebbe per se, per la propria famiglia e per i propri figli un futuro di stenti dovuto a politiche sociali sempre più restrittive, ad un futuro fatto di precarietà, di disoccupazione e sottocupazione, di competizione esasperata, di ingiustizie e sperequazioni abissali?
Eppure è in questa direzione che ci stanno spingendo, pretendendo da noi continui sacrifici e l’assoluta obbedienza ad un processo che vedrà proprio noi tutti privati della nostra Libertà, dei nostri Diritti, magari faticosamente conquistati da chi è venuto prima di noi, barattati in cambio del Nulla, di merci inutili, di un consumismo fine a se stesso.
Da recenti sondaggi, risulta che il 66% degli intervistati, già in condizioni non proprio rosee, vede in senso peggiorativo il proprio futuro.
E infatti come non vedere che le decisioni delle classi politiche, che si parli di lavoro oppure di Diritto allo studio, sempre di più rispondono a logiche lontane dagli interessi delle Comunità e del Popolo che, in teoria, dovrebbero rappresentare, insensibili di fronte ai crescenti disagi delle moltitudini, sorde di fronte alle crescenti richieste di aiuto provenienti dal basso.
Generazioni di italiani e di europei svenduti sull’altare del Dio Unico Profitto, condannati ad un incubo a tempo indeterminato, alla precarietà totale, alla flessibilità criminale, all’incertezza, ad una situazione sociale disastrosa, alla paura del Futuro! E, quel che è peggio, senza prospettive di uscirne!
Ormai contano solo gli interessi di più o meno ristrette oligarchie globali di affari, di banche e finanzieri, gli unici detentori di Diritti nel mondo che stanno creando.
Tutto questo ha un nome, anche se molti, specie ‘a sinistra’, fingono di non vedere: GLOBALIZZAZIONE.
Un obiettivo perseguito da decenni da tutte le classi politiche di tutte le Nazioni europee, allineate totalmente, senza riserve e senza reali distinzioni tra partito e partito, senza reali alternative tra schieramento e schieramento, al modello mondialista, che non è solo diffusione planetaria di modelli di consumo e (dis)valori omogenei, ma nei fatti una vera e propria forma di dominio, che tutto pervade, distruggendo Culture e Tradizioni, annichilendo Libertà autentiche in nome di libertà posticce, il consumare per consumare, il vivere senza pensare, senza mettere in discussione le scelte fatte da altri (e a noi imposte).
Un vecchio adagio diceva: “la Democrazia, la Libertà, esiste laddove non c’è nessuno così ricco da comprare un altro e nessuno così povero da vendersi”. Ve la sentireste di dire che da noi si vive in una vera Democrazia?

Solidarietà a chi resiste!

Olanda

UK

Grecia

Italia

giovedì 9 dicembre 2010