martedì 11 dicembre 2012

Tre italiani su dieci sono sotto la soglia di povertà

Una realtà durissima, destinata a peggiorare sensibilmente nei prossimi anni!
Dall’ultima indagine sulla povertà emerge che tre italiani su dieci rischiano di finire in questa categoria sociale.
Il rapporto dell'Istat su reddito e condizioni di vita traccia un quadro raggelante: nel 2011, il rischio povertà ha colpito il 28,4% delle persone residenti in Italia, una percentuale superiore alla media europea (24,2%). Rispetto al 2010 -riferisce l'istituto di statistica - aumentano gli individui che vivono in famiglie che dichiarano di non potersi permettere, nell'anno, una settimana di ferie lontano da casa (dal 39,8% al 46,6%), che non hanno potuto riscaldare adeguatamente l'abitazione (dall'11,2% al 17,9%), che non riescono a sostenere spese impreviste di 800 euro (dal 33,3% al 38,5%) o che, se volessero, non potrebbero permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni (dal 6,7% al 12,3%).
Questo è il risultato di 20 anni di globalizzazione e capitalismo REALE: povertà dilagante e diseguaglianze crescenti! SVEGLIA, prima che sia troppo tardi!!!!!!


       

martedì 4 dicembre 2012

Disoccupazione e (solite) bugie del sistema

Un articolo apparso su Panorama spiega quello che diciamo da tempo: mentre i media del sistema tengono i riflettori accesi su aspetti 'utili' a certi ambienti di sfruttatori, ben poco si dice sulla nuova forma di discriminazione in atto nel mondo del lavoro, quella verso persone over-35/40 anni (età in cui TUTTI prima o poi finiremo).
Disoccupazione: record tra i giovani. Ma chi pensa agli over 40?
In Italia ci sono 600mila ragazzi con meno di 24 anni che cercano un lavoro e non lo trovano. Ma, tra gli ultra-35enni, la cifra è più che doppia.
I DATI SUGLI OVER 40.
Infine c'è un altro dato dell'Istat che merita di essere preso in considerazione, per misurare lo stato di salute del mercato del lavoro italiano. E' il dato che riguarda i disoccupati con più di 35 anni. Si tratta di un esercito di ben di 1,3 milioni di persone (più del doppio rispetto ai giovanissimi) che, a differenza degli under 24, difficilmente può contare sul sostegno della propria famiglia di origine. Anzi, quasi sempre si tratta di persone che, una famiglia, ce l'hanno sulle spalle, con moglie e figli da mantenere La fascia di età più vulnerabile è quella tra i 45 e i 65 anni, dove il numero dei disoccupati raggiunge la soglia di 650 mila unità (almeno 50mila in più rispetto agli under 24). Quando si parla di problemi del lavoro, insomma, bisognerebbe ricordarsi anche e soprattutto di chi inizia ad avere i capelli bianchi.
fonte: http://economia.panorama.it/lavoro/disoccupazione-record-giovani

mercoledì 14 novembre 2012

FUORI SUBITO DA QUESTA EUROPA!

La storia sugli aiuti europei per i terremotati in Emilia conferma per l'ennesima volta la follia di rimanere all'interno di una struttura, la UE, che privilegia poteri forti e finanza fregandosene delle reali necessità dei Popoli!
Alcuni paesi hanno tentato di bloccare gli aiuti Ue all’Emilia Romagna per il terremoto del 20 e 29 maggio, 670 milioni di euro del Fondo di solidarietà Ue proposti per compensare i danni subiti dall’Italia, benché tutti i 27 stati che compongono l’Unione europe hanno riconosciuto che l’Italia ha diritto ai finanziamenti del Fondo di solidarietà Ue, e hanno negli scorsi giorni formalmente approvato la decisione.
Tre paesi (Gran Bretagna, Svezia e Finlandia) si sono opposti fino alla fine! Vergognosa la posizione della Gran Bretagna, che nel 2008 i soldi fuori bilancio per le alluvioni se li è presi eccome! 
L'Italia, nonostante risulti in perdita sulla bilancia tra il 'dare e avere' (si veda lo schema sotto), continua a subire l'arroganza di tali signori!  
Fuori subito dall'Unione europea, che ha perso ogni ragione di esistere, soggiacendo al più bieco e materialistico opportunismo!


martedì 30 ottobre 2012

I 'poveri in cravatta'

Nonostante il tentativo dei media di 'nascondere' le brutture sociali prodotte dalla società capitalista globalista, diventa sempre più difficile negare una realtà molto diversa da quella sostenuta dalle oligarchie dominanti.  
Pochi giorni fa il quotidiano la Stampa ha pubblicato un articolo su chi siano le vere vittime di questa società basata su precarietà, giovanilismo d'accatto di stampo americano, concorrenza spietata e sfruttamento: "Hanno tra i trenta e i cinquant'anni, e vivono in strada. La notte bussano ai dormitori di Torino. Secondo i dati del Comune, negli ultimi mesi le liste d'attesa delle sei strutture della città sono aumentate del venti per cento e, con 131 letti a disposizione, sono 250 i bisognosi che attendono il proprio turno. “Il fenomeno preoccupante è che il 50% dei richiedenti arriva dall’area metropolitana, dalla cintura e dalle valli montane”, ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali, Elide Tisi, specificando che il Palazzo civico intende “puntare su percorsi di aiuto, non solo psicologico, per quei soggetti che potrebbero ritornare al di sopra della soglia d’indigenza, ritrovando un lavoro”.
Altro fenomeno nuovo è l'aumento del rischio per italiani: su 1300 utenti accolti ogni anno negli ostelli di Torino, il 53% sono stranieri, provenienti da Romania, Marocco, Nigeria e Somalia, Asia, mentre 47% nostri connazionali. “Utenti atipici, che prima non incontravamo – spiegano alcuni operatori –. Licenziati, ex cassintegrati, ex titolari di piccole aziende, rappresentanti a cui non hanno rinnovato il contratto”.

lunedì 22 ottobre 2012

Precarietà, male senza fine!

Pubblichiamo un piccolo stralcio che riteniamo importante di una recente intervista al Professor Gallino sul mondo del lavoro oggi in Italia comparsa sulla rivista Altreconomia ad ottobre:
 
Professor Gallino, che cosa ci dicono i recenti dati sul lavoro in Italia?
“Ci dicono che la situazione dell’economia e del lavoro è gravissima. La disoccupazione tocca livelli altissimi: tra disoccupati dichiarati e lavoratori scoraggiati siamo arrivati ormai a quasi 4 milioni di persone. Ma non solo. Ancora in questi giorni ho letto che i cosidetti ‘precari’ sono soprattutto giovani. Ora, è senz’altro vero che l’80% delle nuove 'assunzioni' (se così possiamo chiamarle) riguarda persone poco avanti con gli anni. E’ anche vero, però, che ormai milioni di lavoratori hanno seguito questa trafila: dopo 15-20 anni di contratti di breve durata di vario genere, non sono più tanto giovani. Si stima che almeno un 30% dei precari oggi abbia passato i 40 anni. Le stime dicono che i precari sono 3 milioni. Io ipotizzo 4 milioni. Quel che conta però è il totale: stiamo parlandi di 7-8 milioni di persone che non hanno lavoro, che lo hanno scadente o mal pagato, (ricordiamoci che i precari quando hanno uno stipendio ragionevole lo hanno per 8-9 mesi). Non vedo proposte adeguate per questa situazione.”
Tratto da ‘La mano visibile del mercato’, intervista al professor Luciano Gallino apparsa su Altreconomia nr.142, ottobre 2012
LA PRECARIETA' E' UN CRIMINE!

mercoledì 17 ottobre 2012

Resistere: DO IT YOURSELF!

L’Autonomia è una realtà politica, culturale e sociale variegata e difforme, in costante evoluzione, un movimento ‘grassroots’ basato interamente sui militanti e non sulle gerarchie (‘senza padroni’), formato da attivisti che seguono dinamiche di networking, desiderosi di andare oltre le politiche preconfezionate e i tatticismi centralizzati. Un ingegnosa miscela esplosiva di radicalismo ideale, filosofia DIY (Do It Yourself, ovvero “fattelo da te”) e autogestione. L’adesione alla filosofia DIY è uno dei capisaldi dell’autonomia nazionale e risponde efficacemente ad un bisogno e ad una visione di libertà degli attivisti, che adottano modalità dove la passione e le idee contano, una volta tanto, più degli agganci e dei mezzi a disposizione. Una tendenza da molti percepita come una ‘rottura’ rispetto ai canoni tradizionali del fare politica in ambito nazionalista. Cos’è il DIY? Non solo indipendenza e autonomia. Filosofia da anni presente negli ambienti underground, DIY è sia controcultura radicale in costante evoluzione che tendenza (ma potremmo definirla ‘strategia’) non convenzionale di attivismo operativo adeguata ai tempi moderni, adeguata a interpretare un’epoca così difficile. DIY è creatività indipendente che cerca di superare le ortodossie mummificate, è autorganizzazione delle attività, è autoproduzione (della propaganda, dei tactical media), è la ricerca di sperimentazione e riformulazione organizzativa e simbolica, il cui fine primario è far si che ognuno possa attivarsi, creare, inventare, migliorare, modificare, riciclare, interagire, condividere nella battaglia politica senza aspettare gli ordini di chissà chi e senza aiuti istituzionali. Insomma, un agire pratico che rappresenta una mentalità e una visione per chi vuole fare una scelta in grado di superare la pseudo-politica come sopravvivenza esausta, improduttiva e compromissoria ed invece attivarsi in un movimento politico che si evolve e decide sul suo futuro.


lunedì 1 ottobre 2012

Sussidio a tutti i disoccupati!

Sabato 29 Resistenza Nazionale ha effettuato  un presidio ad Ivrea per chiedere l’introduzione di un sussidio unico garantito esteso a tutti i cittadini italiani disoccupati.

L’Italia è tra i paesi più avari per quanto riguarda i sussidi di disoccupazione: il sistema italiano copre a malapena il 20% dei lavoratori ( un disoccupato su cinque!) e c'è una disparità enorme di trattamento tra piccole imprese e grandi, con l'esclusioneda qualsiasi protezione per chi perde il lavoro nel parasubordinato!
I nostri politicanti, sempre pronti ad urlare ‘lo vuole l’Europa’ quando gli torna comodo (specie quando c’è da inserire nuove tasse o misure peggiorative per i cittadini), volutamente ignorano le sollecitazioni delle istituzioni europee in materia di estensione delle misure di Protezione Sociale (come la raccomandazione del Consiglio Europeo sulle politiche di protezione sociale del 1992, o del documento del 2008 a cura della Commissione relativo ‘all’inclusione delle persone fuori del mercato del lavoro’).
Anche la recente riforma del governo Monti, l’Aspi, l'assicurazione sociale per l'impiego, non porta ad una reale estensione del sistema di ammortizzatori sociali e non riduce assolutamente i costi sociali derivati dall’aumento della disoccupazione!
Mentre aumenta la disoccupazione di lungo termine e chi perde il lavoro in Italia ha una probabilità di diventare povero sei volte superiore alla media europea, per via dell’assoluta inadeguatezza degli ammortizzatori sociali, specie in raffronto con gli altri paesi europei!
 
La SOLUZIONE a questo disastro c’è: è l’introduzione di un sussidio unico garantito ESTESO A TUTTI I CITTADINI ITALIANI disoccupati, a tutte le categorie dei lavoratori, indipendentemente dal tipo di contratto lavorativo avuto in precedenza (dipendente, indipendente, autonomo con partita Iva, precario, flessibile) come già avviene in tutti i paesi europei, ad eccezione di Italia, Grecia e Ungheria, che copra quindi tutti i tipi di lavori e dia certezze a chi si aspetta di essere aiutato se perde il lavoro!