mercoledì 5 aprile 2017
venerdì 24 marzo 2017
martedì 21 febbraio 2017
Solidaretà e sostegno al canile torinese di via Germagnano
Dopo i vergognosi eventi dei giorni precedenti, sabato 18 febbraio ci siamo recati presso il canile di via Germagnano per portare la nostra solidarietà al canile e alle persone di buon cuore che tanto fanno per il benessere dei cani ospitati. Invitiamo chiunque ad attivarsi per sostenere il canile: animal lives matter!
Per chi volesse saperne di più su quanto accaduto:
mercoledì 8 febbraio 2017
Reddito minimo anche in Grecia. In Europa solo l’Italia senza protezione!
In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza reddito minimo
garantito per le fasce non privilegiate schiacciate dalla crisi economica e
dalla globalizzazione capitalista. Persino la Grecia, che versa in condizioni
economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale
misura di protezione sociale. Proprio qualche giorno fa anche la Finlandia (con
un governo di centrodestra del premier-imprenditore Juha Sipila e del
vicepremier Timo Soini, leader del nuovo partito di destra euroscettico ‘I veri
finlandesi’) ha introdotto il reddito minimo garantito per i cittadini senza
lavoro!
Di fronte all’estendersi di misure UNIVERSALI di protezione
sociale, in Italia (seconda potenza manufatturiera in Europa, giova ricordarlo)
invece si continuano a perseguire politiche di contrasto alla povertà circoscritte
assolutamente inadeguate (come è inadeguata la nostra classe dirigente, sia
pubblica che privata), basate sull’intermediazione (specialmente di
cooperative, che in tal modo si arricchiscono sulla disperazione) e su quella vergogna che va sotto il nome di ISEE che, basandosi su criteri assurdi e fuori dal
tempo, privilegia unicamente ristrette cerchie di popolazione, specie gli
immigrati. Vien da chiedersi se tutto ciò non sia alla fine VOLUTO, dai nostri
politicanti tutti, per creare sacche di povertà ed emarginazione sempre più
ampie, in stile cinese, affinchè qualcuno (gli imprenditori e gli sfruttatori) possa trarre
profitto da tutto ciò.
Misure che, come vediamo dallo schema sotto, a
differenza degli altri paesi europei NON MIGLIORANO LA SITUAZIONE, che si
deteriora sempre di più, con crescita esponenziale di suicidi e disperazione.
In Italia invece le uniche ‘riforme’ che si fanno sono
sempre al ribasso: più precarietà, più sfruttamento, meno diritti, meno tutele.
E intanto, nonostante tutti questi assist della politica alle combriccole di
vampiri e sfruttatori, l’economia REALE va sempre peggio perché se i soldi non
girano, i consumi crollano, l’economia ristagna e il paese va allo sfascio!
martedì 31 gennaio 2017
Capitalisti e imprenditori, sostenitori accaniti dell'immigrazione!
L'immigrazione è da sempre promossa strutturalmente dal capitale! Da tutto il capitale, non solo, come cercano di darci a bere alcuni 'nazionalisti reazionari', dal 'capitalismo finanziario', ma anche e specie da quello manifatturiero, ossia dagli imprenditori, a tutti i livelli! Con l'afflusso continuo di immigrati i capitalisti (pienamente supportati dalla marmaglia progressista ormai completamente svenduta agli interessi della globalizzazione mondialista) sferrano un colpo durissimo ai Diritti dei lavoratori e dei non privilegiati nazionali, esercitando una pressione al ribasso su salari, sui diritti e sul welfare, ritrovandosi a competere con un 'esercito di riserva del capitale' importato e imposto.
Tutto ciò lo vediamo chiaramente in questi giorni negli USA: di fronte ad una politica che cerca di limitare l'invasione perenne di stranieri, troviamo uniti radical-marxisti, progressisti, sinistra radical chic, sinistra radicale (ormai voce unicamente di classi privilegiate) assieme a Wall Street, a multinazionali (Google, Starbucks, Airbnb, ecc), agli industriali e ai miliardari di Hollywood e dello star system! La global class descritta perfettamente da Costanzo Preve!
Quale soluzione a tutto ciò? Non solo tramite un blocco totale dell'afflusso di immigrati (le frontiere esistono ancora? Se si, vanno fatte rispettare!), ma anche introducendo tasse ad hoc su multinazionali, imprenditori, coop, banche, società finanziarie, enti solidaristi e associazioni che sostengono l'immigrazione (i quali, scommettiamo, saranno ben contenti di farsi carico dei costi di profughi, immigrati e rifugiati), per evitare che il conto dei deliri mondialisti sia pagato da lavoratori, disoccupati, non privilegiati e da chi sta in fondo alla scala sociale!
"L’immigrazione è un fenomeno padronale. Chi
critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la
prima vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando
muto sul capitalismo, dovrebbe fare altrettanto”. I due fenomeni si tengono,
rispondono alla stessa logica e uno è indispensabile all’altro." A. De Benoist
martedì 17 gennaio 2017
Dazi doganali subito!
Come era prevedibile, la Cina 'comunista' è ormai l'alfiere principale della globalizzazione capitalista! E a Davos confermano la loro visione: no a dazi e barriere doganali, no al protezionismo, no a misure di protezione nazionali. Il leader cinese Xi Jinping afferma: «Il protezionismo, il populismo e la de-globalizzazione sono in crescita, e questo non va bene per una più stretta cooperazione economica a livello globale».
Da sempre sosteniamo che politiche export-centriche, in atto in Italia e Europa da ormai più di 2 decenni, siano deleterie per le nostre società, in cui, come confermato ieri dai dati Oxfam, per via della globalizzazione crescono disuguaglianze, povertà e precarietà.
Le alternative a questo tipo di 'sviluppo' impoverente sono note da tempo: dazi doganali, divieto di importazione di specifiche merci, blocco delle delocalizzazioni. Ma queste politiche che mettono il benessere e il futuro dei cittadini italiani (ed europei) al primo posto devono essere avviate quanto prima, perchè la situazione si sta facendo ogni giorno più insostenibile! La globalizzazione va fermata!
giovedì 12 gennaio 2017
Contro la logica del profitto capitalista
“Oggi la globalizzazione di tipo finanziario e tecnologico
corrisponde all’espansione planetaria dell’aggressività nordamericana e della
sola logica del capitale, una logica che ha fatto sì che il mondo divenisse via
via più uniforme, attraverso l’abbattimento di tutti gli ostacoli
all’espansione del capitale. Che si tratti di frontiere, di culture, di popolla diversità viene distrutta e i valori indeboliti.
Quanto al modello sociale, è chiaro che quello attuale va
cambiato, non nel senso di abolire l’economia ma dando all’economia il posto
che merita. Bisogna decolonizzare l’immaginario, cioè bisogna uscire
dall’ossessione consumistica e dalla logica della crescita infinita, in quanto
non si può avere una crescita materiale infinita in un mondo finito, di
conseguenza bisogna porre dei limiti e trovare un equilibrio.”
“Il rischio è che pur battendosi giustamente contro
l’omologazione capitalistica globale, si riduca a farlo, più o meno
consapevolmente, ancora sotto le insegne dell’ideologia dell’Identico che ne
sta alla base.
Esistono molte destre, ma tutte accomunate dall´adesione al
liberismo mercantile. Quella attuale è senz´anima e senza idee, ma dominata dal
denaro. Vedo solo elementi negativi.”
Anche per de Benoist, «un altro mondo è possibile», come
proclamano i no global, ma non lo si costruirà nel solco del primato
dell’economia, della produzione e dei diritti dell’Individuo, poiché su questa
cifra il capitalismo liberale, la logica del desiderio infinito che porta al
consumismo, la distruzione delle differenze rimarranno sempre, purtroppo, le
formule vittoriose. Occorre piuttosto una DECOLONIZZAZIONE RADICALE che miri a
rianimare quelle concrete forme di socialità primaria che attingono da
quell’inesauribile serbatoio di differenze che è la vita stessa, nei suoi
fondamenti.
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