martedì 26 aprile 2016

NO AL TTIP! STOP ALLA GLOBALIZZAZIONE CAPITALISTA!

Già ad inizio 2015 Resistenza Nazionale, tra i primi in Italia, era scesa in strada per manifestare contro il TTIP, l'ennesimo arnese capitalista il cui unico scopo è il rafforzamento della globalizzazione neoliberista e dei profitti delle multinazionali a scapito di Popoli, Nazioni, Sovranità e Diritti. In questi ultimi giorni il pupazzo a stelle e strisce delle multinazionali, il presidente Obama, è arrivato in Europa con l'unico scopo di spingere i lacchè liberisti locali, incalzati da un'opposizione popolare crescente contraria al trattato, ad accellerare sulla firma definitiva. La cosa non ci stupisce più di tanto: i cosidetti 'democratici' americani sono da sempre i fautori privilegiati della globalizzazione capitalista e degli interessi delle oligarchie del denaro, lo si è ben visto con Clinton negli anni '90. Il TTIP, se firmato, determinerà un accrescimento dei poteri delle multinazionali e delle grosse corporation (specie americane) e la fine di qualsiasi residuo rimasto di Sovranità Nazionale (ossia, i voleri dei Popoli che abitano una Nazione saranno resi secondari rispetto ai voleri delle multinazionali su tutto!), visto che anche i sistemi giuridici nazionali saranno sottoposti al giudizio di tribunali internazionali (scollegati dal controllo democratico dei cittadini) e di organismi privati! Insomma, "il Ttip non è solo una manifesta sottomissione degli interessi europei alla politica estera e commerciale statunitense, ma una definitiva trasformazione dello Stati che compongono l’Europa, che saranno completamente privati della loro sovranità in ambito economico, come già con l‘ euro sono stati privati della loro sovranità monetaria. Il Ttip è, insomma, la fase suprema della globalizzazione!" Il TTIP va respinto in toto, non lasciatevi ingannare di chi parla di presunti 'guadagni' e di posti di lavoro (che, anzi, verranno falcidiati), l'unico risultato sarà il definitivo asservimento dell'Europa agli interessi degli oligarchi mondialisti!

mercoledì 20 aprile 2016

1° Maggio di Lotta Anticapitalista a Plauen!

Mobilitazione nazionalrivoluzionaria e anticapitalista per il Primo maggio! Smash capitalism!
 
 

martedì 22 marzo 2016

Ennesima conferma: un futuro di disoccupazione e povertà!

Nel menefreghismo dei più, la globalizzazione capitalista avanza, implacabile. E i suoi effetti deleteri cominciano a vedersi, anche se per ora dissimulati sotto una coltre di propaganda e menzogne. L'Organizzazione Internazionale del Lavoro ha lanciato negli ultimi mesi un allarme passato perlopiù sotto tono, ma per chi sa vedere sotto la coltre di disinformazione si comincia a delineare quello che sarà il mondo il giorno che il criminale processo di sarà portato a compimento: nel mondo c’è sempre meno lavoro e la disoccupazione è destinata ad aumentare nei prossimi anni, anche nei Paesi 'emergenti' (il che significherà sempre più immigrazione). Il World Employment and Social Outlook - Trends 2016 ammonisce: «Un grande numero di lavoratrici e di lavoratori si trovano a dover accettare lavori a bassa retribuzione, non solo nelle economie emergenti e in via di sviluppo, ma sempre più frequentemente anche nei paesi industrializzati. Dobbiamo prendere provvedimenti urgenti per rilanciare le opportunità di lavoro dignitoso. Altrimenti rischiamo che s'intensifichino le tensioni sociali». Le prospettive occupazionali si sono ormai deteriorate anche nei paesi emergenti e in via di sviluppo, in particolare in Brasile, in Cina e nei paesi produttori di petrolio, afferma l'Ilo. In Europa inoltre - osserva l'Ilo - quasi la metà dei disoccupati sono a rischio povertà. «In molti paesi europei, la ripresa dell'occupazione è andata a scapito della qualità, con la creazione di nuovi posti di lavoro concentrata in buona parte in forme di occupazione non standard (come il lavoro occasionale e a tempo parziale)», aggiunge. La quota dei contratti di lavoro a tempo pieno, “che rappresentava oltre l'80% dell'occupazione totale nel 2007, è scesa di oltre 3 punti percentuali nel 2015. Al contrario, la quota di rapporti di lavoro a tempo parziale sul totale dell'occupazione è salita a più del 22 % nel 2015». Ed il lavoro a tempo parziale è spesso non volontario.
Che significa tutto ciò? Che stanno cominciando ad arrivare al pettine i nodi di un processo artificiale indotto, la globalizzazione neoliberista, le cui conseguenze sono già visibili oggi, per chi vuole vederle ovviamente: povertà, disoccupazione, ingiustizie sociali crescenti, schiavitù di ritorno, precarietà, immigrazione crescente, sfruttamento e profitti immensi per pochi. Insomma, il capitalismo al suo top! Ma nonostante i segnali sempre più allarmanti che emergono, la questione non sembra interessare più di tanto le persone, prese unicamente da visioni di breve respiro, consumismo compulsivo e disimpegno, apatiche e speranzose unicamente che quando la tempesta arriverà non tocchi a loro, ma solo agli altri! E poi non dite che non vi avevamo avvertito!

giovedì 3 marzo 2016

Strane convergenze: stessa lotta, stessi obiettivi!

Quanto sta succedendo in questi giorni a Calais (e come si è visto anche a Ventimiglia) non può non far notare la presenza, tra le migliaia di immigrati accampati nella 'giungla', di attivisti di un'organizzazione che si chiama 'No Border', composta da militanti anarchici e dei centri sociali. Sul suo sito, l’entità si definisce “un network europeo di gruppi antirazzisti che lavorano insieme contro l’esclusione e la criminalizzazione dei migranti e la libera circolazione”. In parole povere, un network che si batte per l'abolizione delle frontiere. Guarda caso, stesso obiettivo da sempre cavallo di battaglia dei poteri forti mondialisti (industriali, corporations, multinazionali, lobby finanziarie, schiavisti e sfruttatori vari)come di politici globalisti come la Merkel, gli stessi che, sempre guarda caso, sono accaniti sostenitori dei flussi migratori! 

lunedì 15 febbraio 2016

NO ALLA CONCESSIONE DELLO STATUS DI ‘ECONOMIA DI MERCATO’ ALLA CINA!

Entro febbraio l’Unione europea dovrebbe decidere se concedere o meno al gigante asiatico lo status di economia di mercato.  Raggiungere lo «status di economia di mercato» alla Wto è uno degli obiettivi strategici della Cina, e ben capiamo il perché. Fra i benefici ci sarebbero le maggiori difficoltà dell’Europa a imporre dazi antidumping sulle aziende cinesi che riducono in modo scorretto i prezzi.
Purtroppo, ma la cosa non ci stupisce, la Commissione Europea sarebbe orientata a dire SI. Pesanti le conseguenze di tale scelta scellerata (ma ne fanno di diverse gli oligarchi di Bruxelles?): secondo una ricerca dell’Economic Policy Institute il riconoscimento dello stato di economia di mercato alla Cina comporterebbe la perdita di  3,8 milioni di posti di lavoro ed una riduzione del PIL dell’UE del 2%. Praticamente la concessione disarmerebbe unilateralmente le difese commerciali europee contro la Cina. Questo riconoscimento faciliterebbe infatti l’inondazione in Occidente di merci cinesi a basso costo, mettendo maggiormente in difficoltà i settori industriali più vulnerabili e aggravando ulteriormente la crisi. Gran parte dell’industria europea, guidata da settori come l’acciaio, che ha perso un quinto della forza lavoro dal 2009, la ceramica e il tessile, sono contrari, così come i sindacati. In Italia si rischia la perdita di ulteriori milioni di posti di lavoro e in cambio verremmo sommersi da tonnellate di paccottiglia inutile. A livello europeo, la Germania è favorevole ad accontentare Pechino. Ma non ci stupirebbe vedere che pure il governo italiano, tafazzisticamente, si accodi (come è stato per il TTIP).
No alla Cina, stop globalizzazione!

giovedì 10 dicembre 2015

Interview with the AKBB!

Building the National Anticapitalist Resistance in Germany: an interview with Antikapitalistische Kollektiv Berlin-Brandenburg activists.
 
- Hello, can you give an introduction to the Group?
The AKKBB is a collaboration of different anticapitalist and national socialist groups, acting independent of any party or bigger organisation.
Our target is as simple as clear: destroy the system which protects and enables capitalism.
- What’s your attitude towards concepts like ‘Autonomy’ and what role do you think local groups can play in the present struggle?
These groups are acting autonomous. There is no big leader, no hierarchy, which allows us to stay undercover and gives security to local groups. This is important to keep the struggle alive in every town, because an action, which shows resonance in one town or area, will not impress any person in another town. This is caused by the different mentalites in all the regions. For example in the north, Germans are calm and restrained, in Berlin they are open for others.
So local groups are more important than anything else, because there is one big objective, uniting us all: save
People and nation by destroying the system.
- What are your usual actions (events, marches, stickering, etc)? Do you focus the attention and actions in specific subjects, like social, precarity, poverty issues or are they more theoretical, like against the NWO?
There are a lot of actions and we don't focus just a few. Any possibility to lead our people back on the right way is a welcome action for us. I don't think that stickers are that effective, but it's a good way to annoy antifascists and liberals. We try to bring the truth into the public: marches including the black block, stickers, graffiti, posters, sometimes just simple small talk to the neighbors. Everthing may be helpful. There are also campaigns we organise.
- Is there in your country any awareness about the brutality of capitalism system at this time?
At the moment people become aware that we shall be destroyed on a cultural way. The immigrants coming from all over the world, invited by the government are the best argument for us. Even the most dump and lazy liberal is able to switch on his tv and take a look at the news. We can show off how we all are fucked by this antisocial system. Billions for immigrants and nothing for unemployed people, no money for education, old people who are left alone to die in a small flat.
- What is your position on the ACN/AKN Network? Do you support the 5 points?
The AKK supports the political declaration of the Anti-Capitalist Network (ACN/AKN).
- What are your objectives, in immediate and long-term?
Our goal is to overcome the isolation and separation of the various pre-existing anti-capitalist forces in Germany.
- Thanks for the interview, anything additional you wish to add?
Thank you for the interview. AKKBB