lunedì 6 luglio 2009

NO G8!
Come antimondialisti, le nostre posizioni sono 100% NO G8, sia esso G8, G20, Gqualsiasicosa. Possono cambiare il nome, ma la sostanza non cambia!
Le politiche di cui si fa portatore il sistema basato sulla diarchia globalizzazione economica-summit internazionali sono costruite ad arte per far si che i ricchi (ormai apolidi) globali, siano essi statunitensi, europei, arabi, russi o cinesi, comunisti o ex, socialisti a parole o turbo-capitalisti, continuino a guadagnare senza limiti, in un crescendo di avidità, ineguaglianze, disparità, discriminazioni e ingiustizie sociali.
E mentre una casta ristretta di privilegiati super-ricchi vive nello spreco senza limiti, una fetta crescente di popolazione europea scivola sempre di più verso precarietà, indigenza, mancanza di lavoro, assenza di ogni garanzia per il futuro. Questa è la globalizzazione!

In uno scenario da incubo come questo, bisogna PRENDERE POSIZIONI CHIARE e FARE SCELTE COERENTI.
Basta quindi con le organizzazioni internazionali (durante il G8/G20 all’Aquila si riuniscono pure i vertici del WTO, del FMI, della Banca mondiale e altri organismi del Governo Mondiale, eletti da nessuno ma in grado di decidere per tutti!), con le politiche capitaliste-mondialiste, con il Pensiero Unico Globale, con lo sviluppo insensato che sta distruggendo la Terra.
Riprendiamoci il Futuro! Il Mondo non deve diventare il luna park dei ricchi!

NO AL DOMINIO GLOBALE!
NO AL MONDO RIDOTTO AD UN GROSSO SUPERMARKET!

mercoledì 1 luglio 2009

Il governo olandese vuole bandire la Sea Shepherd
Il governo dei Paesi Bassi ha intenzione di bandire ‘quanto prima possibile’ (sono le parole dei politicanti olandesi) l’intera organizzazione Sea Shepherd, che si batte contro l’insensato e criminale sterminio delle balene (e dell’intera fauna marina).
L’organizzazione dispone infatti di 2 navi che attualmente battono bandiera olandese.
Il Giappone (le cui navi-killer, che illegalmente e criminalmente –protette dalle istituzioni capitaliste- uccidono migliaia di balene nascondendosi dietro la scusa della ‘ricerca scientifica’, si sono ‘scontrate’ ripetutamente nell’Antartico con gli eroici animalisti) ha ripetutamente fatto pressione sul governo olandese in merito alla Sea Shepherd e i governanti di tale nazione stanno cercando in ogni modo possibile di trovare la scusa per togliere alle navi l’utilizzo della bandiera olandese.


Ci troviamo di fronte alle solite infamie mondialiste: ancora una volta si cerca (sotto la spinta circoli economici votati al Dio Unico Profitto) di bandire, fermare, arrestare chi si batte in nome di qualcosa di VERAMENTE GIUSTO, come è la conservazione della fauna marina minacciata da una caccia insensata.
La Sea Shepherd è una delle poche organizzazioni che rischia veramente in prima persona del proprio impegno estremo per proteggere, senza tornaconti o guadagni, gli ultimi degli ultimi, i senza voce, gli animali! SUPPORTIAMO LA SEA SHEPHERD!

Firma la petizione per la Sea Shepherd:
http://www.thepetitionsite.com/1/appeal-to-the-dutch-government-who-wants-emergency-act-against-environmental-pirates-sea-shepherd

http://www.seashepherd.org/
http://seashepherd.nl/

sabato 27 giugno 2009

BUSINESS AS USUAL
Su CorriereEconomia dell’8 giugno è comparsa un’interessante intervista ad Alberto Clò, economista all'Università di Bologna, direttore della rivista Energia ed ex ministro dell'Industria nel governo Dini.
Nell’analizzare il paradosso di un'economia in calo e di quotazioni del greggio (ma pure delle altre materie prime) che da dicembre ad oggi sono praticamente raddoppiate, Clò analizza il continuo ruolo speculativo della Finanza (il cui massiccio intervento è la causa principale della crescita insensata del prezzo delle materie prime; un'ondata speculativa simile a quella che ha portato prima alla crisi finanziaria e poi a quella economica).
Come dice Clò, ‘a partire dal gennaio scorso assistiamo a una divaricazione tra l'economia reale, che segna una forte caduta della domanda di petrolio, prevista per il 2009 in calo di 2,5 milioni di barili al giorno, e l'andamento dei prezzi, che salgono raddoppiando dal dicembre scorso a oggi a valori poco al di sotto dei 70 dollari, con prezzi a termine ancora superiori. Nel solo mese di maggio sono cresciuti del 30%’.

Tutto ciò a conferma di come si sia parlato a sproposito di ‘crisi del capitalismo’, mentre nel contempo si sia in presenza di una continua manipolazione ad opera delle oligarchie finanziarie globali, pronte a ricominciare come niente fosse i giochetti speculativi, approfittando delle tante scappatoie permesse dalle pseudo riforme della Casa Bianca e da tutti i governi mondialisti (nelle due versioni internazionalista-progressista e turbo-capitalista) che rischiano concretamente di causare un ennesima crisi globale (che tanto sarà pagata duramente solo dai meno abbienti).
Inutile dirlo: la casta dei banchieri e dei finanzieri non ha imparato la lezione! E questo perché il sistema capitalista non è riformabile, in alcun modo!

Inoltre, Clò parla della nuova icona del mondialismo globale, ossia Obama.
Alla domanda del giornalista ‘Qualcosa è cambiato con Barack Obama?’, l'ex ministro non nasconde qualche scetticismo: “Finora il presidente ha lanciato soprattutto grandi annunci sulla green economy e sull'aumento dei finanziamenti per le energie rinnovabili. Utili, certo, però marginali e di lungo periodo. Ben poco invece ha fatto per aumentare la trasparenza dei mercati e ridurre le manipolazioni». In qualche modo Obama e il suo staff stanno lasciando intatto il «sistema Wall Street», con i suoi pregi e i suoi molti difetti, confermando nei critici della Casa Bianca come il Nobel Paul Krugman la convinzione che il giovane presidente sia in realtà il volto nuovo del vecchio establishment finanziario americano, che all'idea di cambiare strada punta i piedi.”

Siamo di fronte all’ennesima truffa Made in USA ai danni dei sempliciotti di mezzo mondo (che purtroppo sono sempre pronti ad inghiottire le menzogne provenienti da oltre oceano), alla pari dell’altra pseudo-icona dei progressisti globali anni ‘90, Bill Clinton, l’artefice numero uno della globalizzazione economica e il principale responsabile della crisi economica attuale (fu lui infatti, anche se ciò viene tenuto nascosto, a firmare nel novembre 1999 il «Financial services modernization act» che diede un colpo mortale alle regole finanziarie del New Deal, estendendo enormemente la deregolamentazione nel campo finanziario), ma presentato come un 'grande progressista'!

lunedì 8 giugno 2009

MTV? No, grazie!

Fare politica dovrebbe essere la diretta conseguenza del credere in certi Valori e Ideali e non invece l’aderire a ‘trend’, ‘mode’ e menate simili! Noi non siamo ‘anticonformisti per sport’ o, peggio, ‘di professione’ (come lo sono, in altissima percentuale, gli esponenti di certa sinistra ‘radicale’ internazionalista).
Sono i nostri Ideali, profondamente e irriducibilmente antimondialisti, che ci indicano la via da seguire.
L’icona capitalista MTV, per ogni sincero antimondialista, è stata, è e resta un nemico!
Un nemico che non ‘passa di moda’, quasi come se le battaglie da condurre fossero soggette a cicli dettati dal ‘marketing della protesta’!
Tramite MTV le elites globali continuano ad esportare (imporre) su scala planetaria, attraverso pseudo-programmi fatti apposta per ‘lavare i cervelli’, una miscela di slogan e modelli per uniformare e omologare migliaia di persone (perlopiù giovani) delle più svariate nazionalità.
Siamo di fronte ad una sorta di ‘grande fratello’ che dice cosa ascoltare, cosa comprare, come vestirsi, come parlare, come atteggiarsi.

E i valori, a nostro avviso, deleteri che questo ‘mostro’ diffonde sono superficialità, indifferenza, passività sociale, conformismo, mentre si osannano la ricchezza materiale, l’edonismo, la fama, il giovanilismo d’accatto, un pensiero unico del nulla!
Insomma, una parodia della vita, un essere per sempre adolescenti (secondo i canoni dell’adolescente Made in USA), una dissociazione perenne dai problemi reali prodotti dal capitalismo globale che, in nome del Dio Unico Profitto e dal consumismo criminale, stanno affossando le nostre Nazioni.
Infatti, mentre milioni di giovani corrono dietro agli stili di vita massificanti proposti da MTV (ma non solo, non siamo così stupidi da attribuire a questo canale le colpe di molti), i ricchi e le oligarchie continuano a fare soldi a palate, a sfruttare milioni di persone e a distruggere la nostra Terra!

Per questo la nostra solidarietà va agli autonomi nazionalisti di Catania ( http://area729ac.splinder.com/ ) per la sacrosanta azione dissidente di espressione del loro Pensiero!

Autonomi Nazionalisti – Senza compromessi – Uomini liberi

giovedì 28 maggio 2009

"Una piccola pandemia permetterà di instaurare un Governo Mondiale!"
Da Solidarité et Progres - Titolo originale: 'Attali : une petite pandémie permettra d’instaurer un gouvernement mondial!' 13 maggio 2009 (Nouvelle Solidarité)
Jacques Attali (consigliere di sinistra del governo di centrodestra di Nicolas Sarkozy) nella sua rubrica della rivista L’Express rivela alcuni intimi fantasmi del mondo oligarchico. In breve: là dove il crack finanziario è fallito, finora, un buona piccola pandemia potrebbe costringere i nostri dirigenti ad accettare la realizzazione di un governo mondiale!
“La storia ci insegna che l'umanità evolve significativamente soltanto quando ha realmente paura: allora essa inizialmente sviluppa meccanismi di difesa; a volte intollerabili (dei capri espiatori e dei totalitarismi); a volte inutili (della distrazione); a volte efficaci (delle terapeutiche, che allontanano se necessario tutti i principi morali precedenti). Poi, una volta passata la crisi, trasforma questi meccanismi per renderli compatibili con la libertà individuale ed iscriverli in una politica di salute democratica."
Per Attali, “La pandemia che sta iniziando potrebbe far scatenare una di queste paure strutturanti", poiché essa farà emergere, “meglio di qualsiasi discorso umanitario o ecologico, la presa di coscienza della necessità di un altruismo, quanto meno interessato."“E, anche se, come bisogna ovviamente sperare, questa crisi non sarà molto grave, non bisogna dimenticare, come per la crisi economica, di impararne la lezione, affinché prima della prossima crisi - inevitabile - si mettano in atto meccanismi di prevenzione e di controllo, come anche processi logistici di un'equa distribuzione di medicine e di vaccini. Si dovrà per questo, organizzare: una polizia mondiale, un sistema mondiale di stoccaggio (delle risorse) e quindi una fiscalità mondiale. Si arriverebbe allora, molto più rapidamente di quanto avrebbe permesso la sola ragione economica, a mettere le basi di un vero governo mondiale."“È del resto con la creazione dell'ospedale che è cominciata in Francia, al XVII secolo, la realizzazione di un vero e proprio Stato", afferma per concludere.Tuttavia, con la legge Bachelot e le altre “riforme" che ha imposto il suo “amico Nicolas", (Sarkozy) è precisamente l'ospedale che stanno smantellando.

La Libertà non si costruisce con l'omologazione, l'uniformità, le oligarchie, il terrore, il Pensiero Unico! La Libertà non è una concessione dei potenti, ma un DIRITTO di tutti! Il mondialismo è la negazione della Libertà! Potete schiacciarci, ma non riuscirete a soffocare la nostra sete di Libertà!

NO SURRENDER TO THE N.W.O.!

sabato 23 maggio 2009


'Attraverso i mari ghiacciati dell'Antartico pattugliano immense distese oceaniche per fermare i cacciatori di frodo. Un gruppo di temerari della Sea Sheperd Society armati di passione si lanciano contro le navi giapponesi. Le attaccano. Le speronano. E rischiano la vita per salvare le balene.
I nemici di Watson sono i barconi norvegesi, giapponesi, danesi e non solo, che violano le norme internazionali in materia di caccia dei cetacei, mettendo in pericolo l'ecosistema. A rischio non ci sono solo le balene, ma anche delfini, orche e molte altre specie che fanno gola. La carne di balena finisce nei piatti di ristoranti esclusivi, il suo olio serve perfino come lubrificante per i missili balistici.
Se non fosse per la Sea Shepherd Conservation Society, che Watson ha fondato nel 1977, dopo essere stato, cinque anni prima tra i fondatori di Greenpeace, nell'ultimo anno, nel mondo sarebbero morte 500 balene in più. Ne restano poche decine di migliaia. E i paladini delle balene sono pronti quasi a tutto per proteggerle. Vere e proprie operazioni di pattugliamento, in alcuni casi insieme alla guardia costiera, ma spesso soli quando ci si trova in mezzo al nulla polare. Pattugliano, localizzano. Cercano navi e poi le bloccano. Le assaltano. Le fermano. Le disturbano. Le sabotano.
La lotta tra la vita e la morte delle balene si fa ogni giorno più serrata e la guerra è impari: "Ci chiamano ecoterroristi, ci chiamano pirati, chiamateci come volete, noi non lasceremo morire questi animali". Spesso collaborano con la guardia costiera. Ma non essere un'istituzione li rende sospetti a molti.
Per uccidere una balena ci vogliono 25 minuti strazianti. Di urla, di lamenti, di giravolte nel mare. Mentre i compagni scappano nelle profonde oscurità del mare, chi muore resta solo, in balia delle fiocine e degli arpioni, dei cavi che tirano e la sollevano su una barca dove gli uomini la faranno a pezzi. Il capitano Watson, accompagnato da una trentina di volontari (più di 4 mila negli ultimi tre decenni) provenienti da tutto il mondo, tenta di fermare il massacro.
La diplomazia non è il loro forte. Speronano, usano cannoni d'acqua. "Non siamo violenti, ma siamo aggressivi", dice il capitano che in vita sua non ha mai fatto male a nessuno: "Attaccare oggetti non è violenza. Fare danni non è terrorismo". Dei suoi, invece, due sono stati rapiti, lui si è preso una pistolettata, molti sono stati minacciati e inseguiti. Anche il solo esserci può dare fastidio. E se vengono aggrediti dalle baleniere, sono pronti subito a informare la stampa, qualsiasi cosa pur di informare.

"Se non salviamo queste specie perdiamo gli oceani. Se gli oceani muoiono noi muoriamo. È semplice. Una questione di sopravvivenza", sostiene Watson, "non lotti perché ti piace. Non combatti perché sai che un giorno vincerai o perderai. Tu fai quello che fai perché è la cosa giusta da fare, l'unica che puoi fare. Una volta che hai realizzato questa verità, non ti preoccupi più delle conseguenze".


SUPPORT SEA SHEPHERD!

SMASH CAPITALISM!

Autonomia Nazionale

martedì 5 maggio 2009

Domenica 3 maggio simpatizzanti e supporters dell’Autonomia Nazionale, con propri striscioni e bandiere, hanno partecipato nel centro di Torino alla manifestazione ‘CONTRO LA VIOLENZA ROSSA, PER L'AGIBILITA POLITICA DEI GIOVANI DI DESTRA’ promossa da Gioventù Italiana, il movimento giovanile de La Destra, aperta a tutti, indipendentemente dal movimento di appartenenza.

Come autonomi, abbiamo raccolto l’invito in quanto ne condividevamo i presupposti e abbiamo aderito alla mobilitazione per mostrare la nostra solidarietà politica ad un partito recentemente attaccato da estremisti di sinistra (qualche notte fa le vetrine della sede Regionale del partito La Destra a Torino sono state devastate/infrante) e per sostenere la richiesta di inviare ‘un segnale chiaro nei confronti di quelle istituzioni che, per paura o convenienza, preferiscono non intervenire affinchè sia davvero garantita l’agibilità politica a tutti i ragazzi di questa città’, per impedire che il silenzio continui a coprire i crimini compiuti dall’estrema sinistra nei confronti di militanti nazionalisti.
Esistono in tutta Europa, ma non solo, una serie di organizzazioni marxiste o simili che usano lo schermo dell’antifascismo per diffondere la loro ideologia politica totalitaria e che, attraverso l’uso sistematico di violenza, minacce ed intimidazioni, tentano di annichilire e zittire le attività e la propaganda di partiti e organizzazioni a loro antitetiche.
Il modo di operare della sinistra è sempre lo stesso: la demonizzazione di chiunque metta in discussione i deliri ideologici internazional-mondialisti, la criminalizzazione di ogni uomo che continui, nonostante tutto, a manifestare le proprie opinioni!
Di fronte a violenze simili diventa urgente creare un fronte solidale di opposizione e di denuncia per contrastarle: gli atti intimidatori non devono impedire la Libertà di Pensiero e Manifestazione per chi si oppone alle loro idee.

NO SURRENDER!