sabato 17 febbraio 2018

Globalizzazione, non un fenomeno ineluttabile!


“La globalizzazione economica, politica, culturale e dei costumi di tutti i Popoli della Terra –il Mondialismo- non è quindi un fenomeno ‘naturale’ o necessario o ineluttabile determinato dalle leggi interne di un qualche inarrestabile ‘sviluppo’ del mondo  da un punto di partenza a un punto di arrivo (Nuovo Ordine Mondiale, fine della Storia, regno di Dio, Comunismo Mondiale o qual altro scenario apocalittico). La Globalizzazione non è nella ‘logica delle cose’: essa non è un processo inevitabile, oggettivo e autonomo a cui occorre adeguarsi come a un’irrevocabile volontà divina (di quale dio?). La globalizzazione è solo l’obiettivo pratico e deliberato che uomini concreti, organizzazioni con tanto di nome e di sede legale, sistemi informativi, massmediali ed editoriali vogliono raggiungere per il proprio potere personale e di gruppo.” (‘Dominio globale. Liberoscambismo e globalizzazione’, G. Santoro, Editrice Barbarossa, 1998)


mercoledì 31 gennaio 2018

Italia 2018: più lavoro nero, paghe basse e sfruttamento!

Vabbè, continuano a definirla impropriamente 'crisi', ma a nostro avviso quella in atto dal 2008 è una vera e propria GUERRA senza pietà condotta dalle oligarchie dominanti e dalla classe imprenditoriale contro i lavoratori senza raccomandazioni e senza calci in culo, i precari e i non privilegiati italiani!
I dati che emergono dal focus del Censis "Negato, irregolare, sommerso: il lato oscuro del lavoro" mostrano una realtà ormai non più sostenibile: in questi anni la scusa della 'crisi' ha portato ad un abbassamento della soglia di continuità, della permanenza e della stabilità del lavoro. Tradotto in parole povere: c'è sempre meno lavoro, sempre più instabile, malpagato e precario, nel mentre imprese e imprenditori criminali hanno fatto cassa sfruttando questa situazione di sempre più disperazione di molti italiani. Infatti, il Censis che questo periodo "per molti si è tradotto in una rincorsa affannosa a «un lavoro a ogni costo», all’accettazione di condizioni lavorative peggiorative e, nello stesso tempo, alla diffusione di comportamenti opportunistici che hanno alimentato l’area dell’irregolarità nei rapporti di lavoro, l’evasione fiscale e contributiva, il riemergere di fenomeni di sfruttamento del lavoro". Una situazione che sicuramente deve molto al fatto, tutto italiano (e che guarda caso torna utile solo agli sfruttatori), dell'assenza di un welfare adeguato che nelle altre nazioni europee, dove è presente un reddito minimo per chi perde il lavoro e vengono portate avanti politiche attive degne di questo nome (e non come qui, dove si ricevono poche briciole e poi si viene abbandonati a se stessi) per aiutare chi perde il lavoro ed è vittima della precarietà criminale!

Qui l'articolo: http://www.lastampa.it/2018/01/31/economia/lavoro/la-crisi-fa-impennare-il-lavoro-nero-e-dimezza-i-salari-u1Yf7OCWdd9tOtA4r3gsfN/pagina.html



sabato 27 gennaio 2018

Ormai siamo giunti a parlare di 'reintroduzione della schiavitù'

Veramente non credevamo ai nostri occhi quando abbiamo notato in rete questo articolo:


Non ci sono parole per esprimere cosa pensiamo. Invitiamo tutti a leggere il testo in questione: 

A questo punto siamo arrivati? A parlare tranquillamente di 'schiavitù'? Nel mentre ristrette oligarchie macinano profitti stratosferici e accumulano ricchezze immense, per gli altri, specie per i non privilegiati, si prospetta un futuro di schiavitù? 

Il capitalismo E' UNA FOLLIA! La globalizzazione è un CRIMINE! Da fermare al più presto, se non vogliamo finire tutti in catene!


martedì 23 gennaio 2018

In campagna elettorale cala il silenzio su povertà e disoccupazione!

La campagna elettorale di questo inizio 2018 ci conferma alcune tendenze ormai in atto da tempo: l'egemonia culturale e politica del neoliberismo imperante, nelle sue forme progressista e destrista. Se avete notato, si parla di tutto, dalle solite tasse da abbassare per le imprese (ormai gli unici veri referenti della politica tutta) ai soliti refrain sugli immigrati (che tanto nessuno, ma proprio nessuno farà mai nulla per bloccare i flussi irregolari! Ve li immaginate certi politicanti, referenti delle aziendine esportatrici, bloccare quella che è una vera e propria manna che serve a far calare gli stipendi e a fornire legioni di disperati tanto utili agli imprenditori? Ma figuratevi!) ma poco o nulla su disoccupati (7,7 milioni di italiani) e poveri (milioni anche quelli). Come se non esistessero. Gli italiani disagiati e impoveriti sono come scomparsi dal dibattito politico. E magari qualcuno spererebbe anche spariti dall'Italia. Forse povertà e disoccupazione sono temi ormai fuori moda, non fa chic parlare di queste cose. Non piace al governo, perchè dimostrerebbe l'inutilità delle misure attuate (a cominciare dal REI, misura vergognosa e direi pure discriminante, visto che fa differenze tra povero e povero, caso unico in Europa!), e non piace all'opposizione, che evidentemente non ha nessuna intenzione di intervenire, se vincesse, su questi problemi. Ma neppure i partiti minori mettono al centro dei loro discorsi questi temi, privilegiando tematiche più consoni al sistema o addirittura radical-chic! Insomma, in epoca di globalizzazione rampante e capitalismo totale nessuno si interessa del presente e del futuro di milioni di italiani non privilegiati. La nostra speranza è che questi milioni di italiani non si facciano prendere in giro, delegando a politicanti a cui non frega nulla di certi problemi, e capiscano che questo sistema non si può riformare ma solo cambiare!


venerdì 12 gennaio 2018

Aggiornare il sistema di welfare, verso la Giustizia Sociale!


Noi lo diciamo da sempre: l'aggiornamento del sistema di Welfare è ESSENZIALE per cercare di introdurre il concetto di GIUSTIZIA SOCIALE come perno della nostra società. A partire dall’inserimento del Reddito Minimo Garantito, che ormai è una necessità. E’ evidente che dove manca una forma di garanzia minima del reddito spesso prevale proprio l’assistenzialismo nel senso peggiore: quello corporativo, clientelare, discriminatorio. Costoso e inutile a migliorare la situazione. In Italia sappiamo di che cosa si tratta, visto che il costo del sistema di welfare è alto, ma con scarsi risultati, come dimostra lo schema postato. Mentre pochissimi ricevono tanto, tantissimi ricevono niente! Nel mentre le cifre si fanno drammatiche: quasi otto milioni di disoccupati, 5 milioni di poveri assoluti, 18 milioni di cittadini prossimi alla povertà, milioni di precari e milioni di italiani che non hanno più nemmeno le risorse per curarsi! Il capitalismo mondialista al suo top: pochi si arricchiscono, milioni si impoveriscono! Pensate che un sistema possa andare avanti a lungo così strutturato?



giovedì 11 gennaio 2018

"Il miglior sistema mai concepito"

Il bello è che trovi anche dei fessi che danno retta a ste idiozie ideologiche!