lunedì 10 aprile 2017

La Trilateral non è gradita ad Ivrea!

Avendo saputo che nella giornata di sabato 8 marzo al convegno "Sum 01 - Capire il futuro" dedicato a Casaleggio organizzato a Ivrea sarebbe stato presente un esponente dell'organizzazione mondialista sovranazionale TRILATERAL, assieme ai militanti di Rebel Firm Ivrea abbiamo improvvisato un flash mob di controinformazione per mostrare la nostra contrarietà a tale presenza!

La Trilateral Commission è un’organizzazione non governativa elitaria creata nel 1973 e formata da 300 membri delle massime autorità mondiali bancarie, finanziarie, politiche e industriali. Già nel 1979 il senatore statunitense Barry Goldwater ammoniva: “La Commissione Trilaterale è internazionale ed è destinata ad essere il veicolo per il consolidamento multinazionale degli interessi commerciali e bancari, con la conquista del potere politico del governo degli Stati Uniti…. la Commissione trilaterale rappresenta un tentativo abile e coordinato per conquistare il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico…. Ciò che i trilaterali vogliono veramente è la creazione di un potere economico mondiale superiore ai governi politici degli Stati-Nazione. In qualità di manager e creatori del sistema, loro stessi domineranno il futuro”.


Quando le decisioni sono prese e gestite in mani private noi vediamo un pericolo per la nostra Libertà, il nostro futuro e per l'indipendenza della nostra Nazione! Il progetto mondialista, di cui la globalizzazione economica è l’aspetto oggi più evidente, con tutti i suoi squilibri, la povertà crescente, le ingiustizie sociali e l’esplosione delle disuguaglianze economiche, va rigettato senza se e senza ma! Magari iniziando anche ad opporsi a chi tali progetti li studia e li applica, imponendoli poi alle Nazioni e ai Popoli. 






martedì 21 febbraio 2017

Solidaretà e sostegno al canile torinese di via Germagnano

Dopo i vergognosi eventi dei giorni precedenti, sabato 18 febbraio ci siamo recati presso il canile di via Germagnano per portare la nostra solidarietà al canile e alle persone di buon cuore che tanto fanno per il benessere dei cani ospitati. Invitiamo chiunque ad attivarsi per sostenere il canile: animal lives matter!



Per chi volesse saperne di più su quanto accaduto:








mercoledì 8 febbraio 2017

Reddito minimo anche in Grecia. In Europa solo l’Italia senza protezione!

In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza reddito minimo garantito per le fasce non privilegiate schiacciate dalla crisi economica e dalla globalizzazione capitalista. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Proprio qualche giorno fa anche la Finlandia (con un governo di centrodestra del premier-imprenditore Juha Sipila e del vicepremier Timo Soini, leader del nuovo partito di destra euroscettico ‘I veri finlandesi’) ha introdotto il reddito minimo garantito per i cittadini senza lavoro!


Di fronte all’estendersi di misure UNIVERSALI di protezione sociale, in Italia (seconda potenza manufatturiera in Europa, giova ricordarlo) invece si continuano a perseguire politiche di contrasto alla povertà circoscritte assolutamente inadeguate (come è inadeguata la nostra classe dirigente, sia pubblica che privata), basate sull’intermediazione (specialmente di cooperative, che in tal modo si arricchiscono sulla disperazione) e su quella vergogna che va sotto il nome di ISEE che, basandosi su criteri assurdi e fuori dal tempo, privilegia unicamente ristrette cerchie di popolazione, specie gli immigrati. Vien da chiedersi se tutto ciò non sia alla fine VOLUTO, dai nostri politicanti tutti, per creare sacche di povertà ed emarginazione sempre più ampie, in stile cinese, affinchè qualcuno (gli imprenditori e gli sfruttatori) possa trarre profitto da tutto ciò. 
Misure che, come vediamo dallo schema sotto, a differenza degli altri paesi europei NON MIGLIORANO LA SITUAZIONE, che si deteriora sempre di più, con crescita esponenziale di suicidi e disperazione.


In Italia invece le uniche ‘riforme’ che si fanno sono sempre al ribasso: più precarietà, più sfruttamento, meno diritti, meno tutele. E intanto, nonostante tutti questi assist della politica alle combriccole di vampiri e sfruttatori, l’economia REALE va sempre peggio perché se i soldi non girano, i consumi crollano, l’economia ristagna e il paese va allo sfascio!




martedì 31 gennaio 2017

Capitalisti e imprenditori, sostenitori accaniti dell'immigrazione!

L'immigrazione è da sempre promossa strutturalmente dal capitale! Da tutto il capitale, non solo, come cercano di darci a bere alcuni 'nazionalisti reazionari', dal 'capitalismo finanziario', ma anche e specie da quello manifatturiero, ossia dagli imprenditori, a tutti i livelli! Con l'afflusso continuo di immigrati i capitalisti (pienamente supportati dalla marmaglia progressista ormai completamente svenduta agli interessi della globalizzazione mondialista) sferrano un colpo durissimo ai Diritti dei lavoratori e dei non privilegiati nazionali, esercitando una pressione al ribasso su salari, sui diritti e sul welfare, ritrovandosi a competere con un 'esercito di riserva del capitale' importato e imposto. 

Tutto ciò lo vediamo chiaramente in questi giorni negli USA: di fronte ad una politica che cerca di limitare l'invasione perenne di stranieri, troviamo uniti radical-marxisti, progressisti, sinistra radical chic, sinistra radicale (ormai voce unicamente di classi privilegiate) assieme a Wall Street, a multinazionali (Google, Starbucks, Airbnb, ecc), agli industriali e ai miliardari di Hollywood e dello star system! La global class descritta perfettamente da Costanzo Preve!


Quale soluzione a tutto ciò? Non solo tramite un blocco totale dell'afflusso di immigrati (le frontiere esistono ancora? Se si, vanno fatte rispettare!), ma anche introducendo tasse ad hoc su multinazionali, imprenditori, coop, banche, società finanziarie, enti solidaristi e associazioni che sostengono l'immigrazione (i quali, scommettiamo, saranno ben contenti di farsi carico dei costi di profughi, immigrati e rifugiati), per evitare che il conto dei deliri mondialisti sia pagato da lavoratori, disoccupati, non privilegiati e da chi sta in fondo alla scala sociale!

"L’immigrazione è un fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la prima vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitalismo, dovrebbe fare altrettanto”. I due fenomeni si tengono, rispondono alla stessa logica e uno è indispensabile all’altro." A. De Benoist

martedì 17 gennaio 2017

Dazi doganali subito!

Come era prevedibile, la Cina 'comunista' è ormai l'alfiere principale della globalizzazione capitalista! E a Davos confermano la loro visione: no a dazi e barriere doganali, no al protezionismo, no a misure di protezione nazionali. Il leader cinese Xi Jinping afferma: «Il protezionismo, il populismo e la de-globalizzazione sono in crescita, e questo non va bene per una più stretta cooperazione economica a livello globale».
Da sempre sosteniamo che politiche export-centriche, in atto in Italia e Europa da ormai più di 2 decenni, siano deleterie per le nostre società, in cui, come confermato ieri dai dati Oxfam, per via della globalizzazione crescono disuguaglianze, povertà e precarietà. 
Le alternative a questo tipo di 'sviluppo' impoverente sono note da tempo: dazi doganali, divieto di importazione di specifiche merci, blocco delle delocalizzazioni. Ma queste politiche che mettono il benessere e il futuro dei cittadini italiani (ed europei) al primo posto devono essere avviate quanto prima, perchè la situazione si sta facendo ogni giorno più insostenibile! La globalizzazione va fermata!


giovedì 12 gennaio 2017

Contro la logica del profitto capitalista

“Oggi la globalizzazione di tipo finanziario e tecnologico corrisponde all’espansione planetaria dell’aggressività nordamericana e della sola logica del capitale, una logica che ha fatto sì che il mondo divenisse via via più uniforme, attraverso l’abbattimento di tutti gli ostacoli all’espansione del capitale. Che si tratti di frontiere, di culture, di popolla diversità viene distrutta e i valori indeboliti.
Quanto al modello sociale, è chiaro che quello attuale va cambiato, non nel senso di abolire l’economia ma dando all’economia il posto che merita. Bisogna decolonizzare l’immaginario, cioè bisogna uscire dall’ossessione consumistica e dalla logica della crescita infinita, in quanto non si può avere una crescita materiale infinita in un mondo finito, di conseguenza bisogna porre dei limiti e trovare un equilibrio.”

“Il rischio è che pur battendosi giustamente contro l’omologazione capitalistica globale, si riduca a farlo, più o meno consapevolmente, ancora sotto le insegne dell’ideologia dell’Identico che ne sta alla base.
Esistono molte destre, ma tutte accomunate dall´adesione al liberismo mercantile. Quella attuale è senz´anima e senza idee, ma dominata dal denaro. Vedo solo elementi negativi.”

Anche per de Benoist, «un altro mondo è possibile», come proclamano i no global, ma non lo si costruirà nel solco del primato dell’economia, della produzione e dei diritti dell’Individuo, poiché su questa cifra il capitalismo liberale, la logica del desiderio infinito che porta al consumismo, la distruzione delle differenze rimarranno sempre, purtroppo, le formule vittoriose. Occorre piuttosto una DECOLONIZZAZIONE RADICALE che miri a rianimare quelle concrete forme di socialità primaria che attingono da quell’inesauribile serbatoio di differenze che è la vita stessa, nei suoi fondamenti.