martedì 7 novembre 2017

Giustizia Sociale, Italia ultima in classifica in Europa!


Povertà, disoccupazione, precarietà, esclusione sociale, scarsi investimenti in istruzione, salute, lavoro ritraggono un'Europa che pensando quasi esclusivamente alla stabilità economica si sta dimenticando della giustizia sociale. Tre anni fa, nel 2014, uno studio del think tank tedesco Bertelsmann Stiftung sulla situazione sociale in Ue presentava dati particolarmente preoccupanti, specie quelli riguardanti la nostra nazione. l'Italia in fatto di assicurare un welfare giusto, eque opportunità di vita, di formazione, di lavoro, arrivava solo al ventitreesimo posto sui ventotto paesi, pari alla Lettonia e sotto la media europea.

Oggi le cose non sono per nulla migliorate. Lo squilibrio tra i paesi del Nord e quelli del Sud è sempre più evidente nel nostro continente: mentre la Svezia, la Finlandia, la Danimarca e l'Olanda registrano ancora un alto livello di inclusione sociale, nei paesi più colpiti dalla crisi come Grecia e Italia l'ingiustizia sociale in questi anni è fortemente aumentata e non ci sono segni di possibili miglioramenti. Dilagano disoccupazione cronica e precarietà, il welfare è assolutamente inadeguato a rispondere alle esigenze di un paese che non è più quello degli anni ’70 o ’80, ma somiglia sempre più ad una sorta di ‘repubblica delle banane’, dove è presente un’economia totalmente basata sull’export (senza nessuna attenzione al mercato interno) e dove domina una corsa senza freni al ribasso continuo del costo del lavoro, che si traduce in uno svilimento senza fine dei lavoratori e delle condizioni di lavoro.

Serve un cambio di paradigma: passare dalle esigenze di imprese e imprenditori a quelle di lavoratori e cittadini. Dal neoliberismo capitalista alla Giustizia Sociale! Giustizia sociale che non ha nulla a che fare con l’elemosina una tantum, come piace a certi reazionari. Altrimenti le cose continueranno solo a peggiorare…


martedì 31 ottobre 2017

Robot e mondo del lavoro: SAREMO DIMEZZATI!

Al recente G7 di Torino si è parlato anche di robotizzazione del mondo del lavoro. E sono stati ribaditi, da parte degli oligarchi mondialisti, i soliti mantra ormai triti e ritriti: tra i tanti, il Ministro statunitense del Lavoro, Acosta, ha ribadito che "la robotizzazione non ruba posti di lavoro" e che -altra litania che si ripete da anni- "serve formazione". Come se già ora non vivessimo in una società dove è pieno di lavoratori iperformati che faticano a trovare lavoro o a ricollocarsi in seguito a perdita del lavoro! 
Come al solito quando si parla di mondialismo, le farneticazioni ideologiche trionfano, ma intanto la realtà (cosa che ormai tocca sempre meno politicanti e compari) è sempre altra cosa! 
E infatti proprio negli stessi giorni del G7 compariva un articolo su un quotidiano nazionale in cui la verità veniva mostrata senza ombra di dubbio: CI DIMEZZERANNO!

Qui si sta parlando di MILIONI di persone, persone che non hanno un santo in paradiso o l'amico politico/imprenditore o l'azienda di famiglia! Cosa faranno queste persone a 45 o 50 o 55 o 60 anni al momento che perderanno il posto perchè sostituite dai robot? Tenuto conto che già oggi a 35 anni nelle aziende e in quelle fogne a cielo aperto che si chiamano agenzie interinali ti dicono "sei vecchio" e -grandissima discriminazione che non interessa a nessuno- si viene scartati senza pensarci troppo! E visto che tutti straparlano di 'formazione', quale formazione è prevista per 'aggiornare' e reinserire nel mondo del lavoro milioni di persone simili? Ovvio che basta fermarsi a rifletterci un minuto solo che ci si rende conto immediatamente della follia di tale stronzate ideologiche!
In Italia, come riporta un certo articolo di qualche giorno fa, sono a rischio 3,5 milioni di posto di lavoro (che si andrebbero a sommare ai 7,7 milioni di disoccupati già presenti oggi): dove si potrebbero reinserire 3,5 milioni di lavoratori? Dove? 
A tutt'oggi, secondo noi non c'è risposta, ma una sola sicurezza: sarà un disastro. E mentre negli altri paesi governi e istituzioni si preparano per tali scenari, da noi i politicanti di tutte le latitudini pensano solo ai loro interessi e alle cazzate ideologiche (gender, ius soli, pensioni sempre più lontane, ecc). E' tempo di prendere coscienza...




sabato 2 settembre 2017

domenica 20 agosto 2017

La rimozione del passato per distruggere la Storia (e le radici) dei Popoli

In questo momento storico credo sia utile rileggere un grande classico come ‘1984’ di Orwell, opera decisamente molto attuale. Nel romanzo si può evincere chiaramente l’angoscia provocata dalla totale dominazione sui cittadini e dalla manipolazione delle menti della popolazione effettuate dalla dittatura in carica. Tutto è spiato, controllato, manipolato. Specie la Storia, il passato. Esiste un Ministero della Verità (…) che si occupa della propaganda e che opera una costante opera di revisione storica, tramite mistificazioni e inganni, per sostenere l’attuale regime: CHI CONTROLLA IL PASSATO CONTROLLA IL FUTURO, CHI CONTROLLA IL PRESENTE CONTROLLA IL PASSATO! Sono vietate tutte le forme di ‘libero pensiero’ tranne la dottrina imposta (come il ‘politically correct’ di oggi?), mentre tutto il resto viene censurato e indicato (e punito) come PSICOREATO! Già nell’opera ‘In una boccata d’aria’ (1939) Orwell indicava l’eroe-antieroe proiettato contro gli effetti disumanizzanti del “progresso”: solo alla conservazione della memoria, al senso di continuità con il passato vengono attribuiti valori d’antidoto contro l’alienazione incombente!

Non è difficile vedere all’opera oggi forze tese a cancellare il passato per legittimare (e imporre) il proprio potere e il proprio dominio sulle società odierne. In diverse parti del mondo, dai territori controllati dall’Isis agli Stati Uniti, forze contro la Libertà tentano di rimuovere il passato per costruire una realtà alternativa (Bipensiero?) basata sulla loro visione, tentando in tal modo di negare il libero arbitrio. La questione importante è: oggi tocca a queste statue, ma domani a chi toccherà? Esprimere un parere contrastante con le ‘idee’ dominanti diventerà un crimine un domani?





venerdì 28 luglio 2017

Disoccupati in Italia, le cifre REALI: 7,7 milioni!

Elevata disoccupazione. E in aggiunta boom di senza lavoro 'CRONICI', ossia di lunga data (da più di un anno, gente che, essendo in genere oltre i 40 anni, ormai non ha quasi più possibilità di trovare un altro impiego. L'Italia ha un numero di SCORAGGIATI tre volte più grande della media europea, una cosa folle!). In tutto 7 milioni e 700mila italiani! Questi i dati mostrati dalle analisi del CSC, il Centro Studi di Confindustria. A conferma che le cifre ufficiali sulla disoccupazione, che parlano a maggio di 2.927.000 persone, sono e restano fortemente sottostimate e danno un'immagine falsata della situazione occupazionale italiana. Il che si traduce poi in politiche sociali errate e non assolutamente in grado di affrontare correttamente il problema. Facendo pensare che forse tale problema non lo si vuole risolvere, forse a qualcuno fa comodo così, con tanta manodopera disperata e disposta a tutto. l'Italia resta uno dei pochi paesi europei a non disporre di un Reddito Minimo Garantito e di misure di welfare di lungo periodo, nel mentre vengono fatte circolare insulse leggende -italiani choosy e senza voglia di lavorare- con contorno di crescita continua di suicidi (età media: 40 anni) e, assolutamente incomprensibile, progetti di inserire con corsie privilegiate centinaia di migliaia di 'profughi' e immigrati in un mercato del lavoro che ormai non da più lavoro!


lunedì 24 luglio 2017

Sostituire i lavoratori italiani. Questo il vero scopo dell’immigrazione. Come da voleri della Trilateral!

Per ora, come si fa ormai da qualche anno, si continua a farli arrivare. Un flusso senza fine. Ma si sta già anche lavorando, all’interno delle ristrette consorterie che tirano le fila, per andare oltre. Già si guarda al domani. L’occasione è ghiotta! Per questo non ci stupisce l’intervento di ieri sulle pagine del Corriere della Sera di Paolo Magri, vicepresidente e direttore dell'Ispi e professore di Relazioni internazionali alla Bocconi, che è anche segretario italiano della Commissione Trilateral (e che è il personaggio per la cui presenza all’evento eporediese dei 5 Stelle avevamo protestato qualche tempo fa!): “Dobbiamo formarli”! Eh si, formare tutti gli immigrati, regolarizzare anche i clandestini e dar loro lavori socialmente utili, negati a milioni di italiani, che sempre più restano senza lavoro, senza reddito e senza nessuna forma di aiuto, visto che, ci dicono i progressisti del PD -senza repliche da parte dei vari partiti e partitelli d’opposizione, compresi quelli autoproclamatosi ‘sovranisti’, ormai totalmente svenduti ai voleri degli imprenditori- aiutare i disoccupati italiani sarebbe ‘assistenzialismo’! Un business enorme, tutto finanziato con i soldi pubblici (che finirebbero in privatissime tasche), quelli che vengono criminalmente lesinati agli italiani senza lavoro!

In modo da chiudere il cerchio: spingerli a emigrare (mettendogli in testa lo stile di vita occidentale basato sul consumismo esasperato, su cui presto torneremo con un articolo apposito), accoglierli, mantenerli (con enormi profitti per taluni), formarli e introdurli sul mercato del lavoro (anche grazie a sgravi fiscali e politiche apposite, tanto ormai in Italia imprenditori e imprese assumono solo e unicamente per tali motivi), sostituendo progressivamente gli italiani, ormai relegati al rango di cittadini-spazzatura, come è possibile vedere per l’attenzione che ricevono i 7,7 milioni di disoccupati (cifra certificata da Confindustria), ossia il nulla più assoluto a destra come a sinistra.

Già qualche giorno fa sulle pagine del quotidiano La Verità è apparso un interessante articolo che mostrava i progetti che vengono portati avanti dall’attuale governo progressista (e che sicuramente verrebbero attuati anche da un eventuale governo di centro-destra, essendo anch’essi, come la sinistra, seguaci del libero mercato, l’ideologia dominante del mondialismo): fornire loro non solo formazione e lavoro, con contorno di voucher, indennità di frequenza (che gli italiani non vedono più neppure quando seguono gli inutili corsi negli italici call center per poi ricevere contratti di 1 settimana quando va bene) e tessere dei trasporti pubblici, ma anche le case! Eh si, il pacchetto deve essere completo, socializzando i costi e privatizzando i profitti. Come piace ai criminali della Trilateral!



giovedì 20 luglio 2017

Neoliberismo, istigazione al suicidio!

Ennesimo suicidio di un italiano 40enne che ha perso il lavoro. E' successo a Villanuova sul Clisi, in provincia di Brescia, nel nord 'ricco' e industriale. Nord che sempre più si trova a fare i conti con storie simili. Storie che però passano perlopiù sotto silenzio, ignorate o volutamente poco considerate. Eh si, nulla deve contraddire la 'realtà' diffusa dai media asserviti alle oligarchie mondialiste, che parlano di un paese a cui servono 'milioni di immigrati' da inserire nel mondo del lavoro altrimenti si rischiano pericoli immensi! 



Nel frattempo in Italia 7,7 milioni di disoccupati restano ai margini, dimenticati da tutti, a destra come a sinistra, dove ormai si pensa solo più a imprenditori, banchieri, immigrati e a lobby di capricciosi privilegiati. Gli italiani non privilegiati non interessano ormai più a nessuno. I vari governi che si susseguono, specie quelli progressisti/centro-sinistra, prendono posizione netta contro ogni tipo di Reddito Miinimo Garantito per chi perde il lavoro, mentre non pongono limiti alle risorse da destinare a Confindustria, PMI, imprenditori, coop e immigrati. E gli italiani che perdono il lavoro e che a 40 anni ormai sono considerati 'vecchi e inutili' da un sistema economico schizofrenico e drogato di sussidi e sgravi statali? Che si suicidino, senza troppe storie! 




venerdì 14 luglio 2017

Un quadro sociale DESOLANTE!

La povertà in Italia non scende. Anzi. La fotografia dell'Istat è impietosa. Dopo anni di Jobs Act e misure precarizzanti continue favorevoli unicamente alla casta degli imprenditori, i dati mostrano il volto di una Nazione in cui ormai una quindicina di milioni di persone, italiani, sono stabilmente e irrimediabilmente ancorate ad una condizione di povertà. Cifre che, come ormai ribadiamo da anni, sono destinate ad aumentare!
Il fatto che i dati non mostrino impennate nei numeri, ma bensì una stabilizzazione costante e in lenta crescita, non deve far ben sperare né gioire (come leggiamo in certi comunicati di governativi e finta opposizione). Questa gente non ha ancora capito che il problema NON E' LEGATO A QUESTIONI CONTINGENTI, MA ORMAI E' STRUTTURALE!
Non è più tempo di aspettare improbabili e 'riprese' economiche che, sappiatelo, NON CI SARANNO MAI PIU'. 
L'Italia ha fatto le sue scelte SBAGLIATISSIME agli inizi degli anni '90, optando per un modello di 'sviluppo' (ma si può definire tale?), il famigerato 'modello nord-est', incentrato unicamente sulle piccole imprese, con l'abbandono totale della grande industria (errori che paesi come la Germania si sono ben guardati dal fare) e, peggio ancora, del mercato interno, per privilegiare -come una repubblica delle banane qualunque o in stile staterello africano- unicamente l'export. E' ovvio che in un sistema tale agli imprenditori freghi poco o nulla del benessere della popolazione autoctona, tanto il loro focus è unicamente sulle esportazioni e sull'avere a disposizione milioni di precari, schiavi e legioni di lavoratori a costi sempre più bassi. Il che permette di comprendere come mai governi sempre più confindustriali, di 'destra' neoliberista o di sinistra 'progressista' (due facce della stessa medaglia) facciano entrare in Italia milioni di immigrati economici!
 A riprova di tale scatafascio anche i recenti dati sui consumi, che crollano irrimediabilmente (con seguito di chiusure di negozi, attività che sbaraccano e ulteriori senza lavoro), segno che con l'aumento di poveri, precari, senza lavoro e senza welfare (l'Italia ultima in Europa per tale aspetto, una vergogna!) il ciclo econonico è destinato a peggiorare per tutti!

Le soluzioni? Difficile da dire. Senza dubbio si dovrebbe iniziare con un giro di vite sulla precarietà (ossia l'esatto opposto di quanto fatto finora) e con l'introduzione di un Reddito Minimo Garantito per tutti gli italiani senza lavoro che sostituisca tutte le altre forme -inefficienti e costose- di presudo-welfare utilizzate finora, che non hanno portato a niente!
In aggiunta, introduzione di dazi doganali sulle merci provenienti da paesi dove è praticamente legale lo sfruttamento del lavoro (tanto tutti si sa che è così e ben si sa di quali paesi si parla...) e introduzione di tasse aggiuntive per gli imprenditori che utilizzano stranieri a fronte di milioni di italiani senza lavoro. Insomma, riportare la Comunità Nazionale al centro della politica, scaricando gli interessi di ristrette oligarchie di privilegiati!



domenica 25 giugno 2017

L'intolleranza organizzata avrà presto bisogno della Psicopolizia?

Fin dai primi anni '90 nel discorso pubblico il "politically correct" è diventato parte dell'armamentario politico-ideologico delle fazioni progressiste e mondialiste per cercare di imporre a Popoli e Nazioni la loro personale visione del mondo. Un progetto egemonico violento in cui, attraverso pseudo-idee, atteggiamenti, parole d'ordine ed elementi pseudo-culturali, più o meno ristrette oligarchie di privilegiati obbligano la società ad inginocchiarsi di fronte ai loro interessi di casta.
Lo si vede in sempre più aspetti della vita quotidiana, che si parli di precarietà del lavoro come di immigrazione, la visione del mondo progressista-mondialista viene imposta a suon di manganellate ideologiche. E non solo ideologiche. Infatti guai a non conformarsi al bigottismo progressista! Tutti ci si deve omologare e inchinare di fronte al genderismo, al multiculturalismo, al free market, all'immigrazione e così via. Il 1984 orwelliano ormai è diventato realtà! E sempre più spesso si sente parlare di 'leggi speciali' che blocchino il libero pensiero, la diffusione di 'idee altre' rispetto ai dettami del PC, visioni alternative rispetto alla società neoliberista-liberalglobalista! Leggi liberticide ne abbiamo già viste negli anni '90 (si pensi alla Legge Mancino, che de facto vieta l'espressione del Libero Pensiero, che a nulla serve se impossibilitato di essere espresso) e sempre di più ne vedremo a venire, guarda caso anche grazie al clima di paura e tensione risultato proprio della società multiculturale imposta alle Nazioni e ai popoli europei come se tutto ciò fosse naturale e non il risultato di manipolazioni create ad hoc. Un caso lampante è quello relativo alle cosiddette 'fake news' (altro esempio di neolingua mondialista): tutti i pareri e le idee che non risultano gradite ai signori della globalizzazione capitalista ormai vengono bollati come 'fake news', notizie false, come 'contrario agli standard della comunità'. Tra non molto, magari dopo qualche altro attentato (che guarda caso non colpisce mai potenti e privilegiati), si passerà alla schedatura e all'incriminazione di tutti i dissidenti all'ordine costituito, quello progressista-capitalista. La psicopolizia è prossima a venire! Poi non dite che non eravate stati avvertiti!



sabato 17 giugno 2017

THE POLITICAL AND CULTURAL FIGHT GOES ON!

The battle must be not only physically. But on the information front as well. We need to counter the lies of the system and it's stooges. Educate the people to the truth, spread the information that people need to fight back. The info war is as important as the physical!

mercoledì 3 maggio 2017

1 maggio: LAVORO, GIUSTIZIA SOCIALE, PREFERENZA NAZIONALE!

Nella giornata del Primo maggio militanti di Resistenza Nazionale assieme ad attivisti di Rebel Firm Ivrea hanno deciso di appendere davanti al Centro per l’impiego uno striscione per cercare di portare all’attenzione di tutti i Valori che andrebbero difesi non solo in questa giornata ma durante tutti i giorni dell’anno. Purtroppo da tempo anche nell'eporediese c'è ben poco da festeggiare nella giornata di festa dei lavoratori. Il numero di disoccupati resta da anni elevatissimo, anche tra gli over 40, fenomeno fortemente sottostimato anche a livello nazionale, mentre si diffondono a dismisura precarietà e sfruttamento che sono alla base del modello di sottosviluppo mondialista neoliberista. Anche la politica è sempre più assente sul tema e poco o nulla viene fatto per cercare di arginare una deriva che assume sempre più i connotati di un disastro permanente. Solo recuperando e mettendo al centro il concetto di  Giustizia Sociale si potrà sperare di rimediare a tale scempio, ma occorrono, anche a livello locale, politiche nuove e più coraggiose, che riescano a superare i dogmi criminali imposti dall’economia capitalista alla comunità nazionale per rimettere al centro il benessere dei cittadini e non il profitto di ristrette oligarchie!




domenica 23 aprile 2017

ONG, è tempo di riaffermare la sovranità nazionale!

Già a dicembre dello scorso anno FRONTEX, l'Agenzia Europea per le frontiere, aveva messo bianco su nero il sospetto che le navi delle ONG presenti nei Mediterraneo, impegnate a trasportare migranti africani in Italia, fossero colluse con i trafficanti di esseri umani che operano in nordafrica.



Frontex ha osservato che i migranti, prima della partenza, riceverebbero dai trafficanti “chiare indicazioni per essere recuperati da imbarcazioni delle Ong”. In un altro documento, Frontex ha parlato del “primo caso in cui i network criminali hanno contrabbandato i migranti direttamente verso i battelli delle Ong”, aggiungendo di aver rilevato che le persone salvate dalle Ong spesso “non vogliono cooperare” per le identificazioni, con alcuni dei migranti che avrebbero riferito di “essere stati avvertiti (dalle Ong) di non cooperare con le autorità italiane o con Frontex” 
(fonte: http://www.analisidifesa.it/2016/12/frontex-organizzazioni-umanitarie-colluse-con-i-trafficanti/ ).


Secondo noi, fintanto che vengono portate avanti le indagini per capire cosa sta succedendo, a tali ONG dovrebbe essere impedito di operare in Italia e impedito l'approdo nei nostri porti delle navi che operano sotto le loro bandiere. 


Deve essere chiaro: le associazioni le cui attività contrastano con gli interessi nazionali e del Popolo Italiano vanno bloccate e non deve essere permesso loro di operare all’interno del territorio nazionale!


lunedì 10 aprile 2017

La Trilateral non è gradita ad Ivrea!

Avendo saputo che nella giornata di sabato 8 marzo al convegno "Sum 01 - Capire il futuro" dedicato a Casaleggio organizzato a Ivrea sarebbe stato presente un esponente dell'organizzazione mondialista sovranazionale TRILATERAL, assieme ai militanti di Rebel Firm Ivrea abbiamo improvvisato un flash mob di controinformazione per mostrare la nostra contrarietà a tale presenza!

La Trilateral Commission è un’organizzazione non governativa elitaria creata nel 1973 e formata da 300 membri delle massime autorità mondiali bancarie, finanziarie, politiche e industriali. Già nel 1979 il senatore statunitense Barry Goldwater ammoniva: “La Commissione Trilaterale è internazionale ed è destinata ad essere il veicolo per il consolidamento multinazionale degli interessi commerciali e bancari, con la conquista del potere politico del governo degli Stati Uniti…. la Commissione trilaterale rappresenta un tentativo abile e coordinato per conquistare il controllo e consolidare i quattro centri di potere: politico, monetario, intellettuale ed ecclesiastico…. Ciò che i trilaterali vogliono veramente è la creazione di un potere economico mondiale superiore ai governi politici degli Stati-Nazione. In qualità di manager e creatori del sistema, loro stessi domineranno il futuro”.


Quando le decisioni sono prese e gestite in mani private noi vediamo un pericolo per la nostra Libertà, il nostro futuro e per l'indipendenza della nostra Nazione! Il progetto mondialista, di cui la globalizzazione economica è l’aspetto oggi più evidente, con tutti i suoi squilibri, la povertà crescente, le ingiustizie sociali e l’esplosione delle disuguaglianze economiche, va rigettato senza se e senza ma! Magari iniziando anche ad opporsi a chi tali progetti li studia e li applica, imponendoli poi alle Nazioni e ai Popoli. 






martedì 21 febbraio 2017

Solidaretà e sostegno al canile torinese di via Germagnano

Dopo i vergognosi eventi dei giorni precedenti, sabato 18 febbraio ci siamo recati presso il canile di via Germagnano per portare la nostra solidarietà al canile e alle persone di buon cuore che tanto fanno per il benessere dei cani ospitati. Invitiamo chiunque ad attivarsi per sostenere il canile: animal lives matter!



Per chi volesse saperne di più su quanto accaduto:








mercoledì 8 febbraio 2017

Reddito minimo anche in Grecia. In Europa solo l’Italia senza protezione!

In Europa è rimasta soltanto l’Italia senza reddito minimo garantito per le fasce non privilegiate schiacciate dalla crisi economica e dalla globalizzazione capitalista. Persino la Grecia, che versa in condizioni economiche più drammatiche delle nostre, ha approvato questa fondamentale misura di protezione sociale. Proprio qualche giorno fa anche la Finlandia (con un governo di centrodestra del premier-imprenditore Juha Sipila e del vicepremier Timo Soini, leader del nuovo partito di destra euroscettico ‘I veri finlandesi’) ha introdotto il reddito minimo garantito per i cittadini senza lavoro!


Di fronte all’estendersi di misure UNIVERSALI di protezione sociale, in Italia (seconda potenza manufatturiera in Europa, giova ricordarlo) invece si continuano a perseguire politiche di contrasto alla povertà circoscritte assolutamente inadeguate (come è inadeguata la nostra classe dirigente, sia pubblica che privata), basate sull’intermediazione (specialmente di cooperative, che in tal modo si arricchiscono sulla disperazione) e su quella vergogna che va sotto il nome di ISEE che, basandosi su criteri assurdi e fuori dal tempo, privilegia unicamente ristrette cerchie di popolazione, specie gli immigrati. Vien da chiedersi se tutto ciò non sia alla fine VOLUTO, dai nostri politicanti tutti, per creare sacche di povertà ed emarginazione sempre più ampie, in stile cinese, affinchè qualcuno (gli imprenditori e gli sfruttatori) possa trarre profitto da tutto ciò. 
Misure che, come vediamo dallo schema sotto, a differenza degli altri paesi europei NON MIGLIORANO LA SITUAZIONE, che si deteriora sempre di più, con crescita esponenziale di suicidi e disperazione.


In Italia invece le uniche ‘riforme’ che si fanno sono sempre al ribasso: più precarietà, più sfruttamento, meno diritti, meno tutele. E intanto, nonostante tutti questi assist della politica alle combriccole di vampiri e sfruttatori, l’economia REALE va sempre peggio perché se i soldi non girano, i consumi crollano, l’economia ristagna e il paese va allo sfascio!




martedì 31 gennaio 2017

Capitalisti e imprenditori, sostenitori accaniti dell'immigrazione!

L'immigrazione è da sempre promossa strutturalmente dal capitale! Da tutto il capitale, non solo, come cercano di darci a bere alcuni 'nazionalisti reazionari', dal 'capitalismo finanziario', ma anche e specie da quello manifatturiero, ossia dagli imprenditori, a tutti i livelli! Con l'afflusso continuo di immigrati i capitalisti (pienamente supportati dalla marmaglia progressista ormai completamente svenduta agli interessi della globalizzazione mondialista) sferrano un colpo durissimo ai Diritti dei lavoratori e dei non privilegiati nazionali, esercitando una pressione al ribasso su salari, sui diritti e sul welfare, ritrovandosi a competere con un 'esercito di riserva del capitale' importato e imposto. 

Tutto ciò lo vediamo chiaramente in questi giorni negli USA: di fronte ad una politica che cerca di limitare l'invasione perenne di stranieri, troviamo uniti radical-marxisti, progressisti, sinistra radical chic, sinistra radicale (ormai voce unicamente di classi privilegiate) assieme a Wall Street, a multinazionali (Google, Starbucks, Airbnb, ecc), agli industriali e ai miliardari di Hollywood e dello star system! La global class descritta perfettamente da Costanzo Preve!


Quale soluzione a tutto ciò? Non solo tramite un blocco totale dell'afflusso di immigrati (le frontiere esistono ancora? Se si, vanno fatte rispettare!), ma anche introducendo tasse ad hoc su multinazionali, imprenditori, coop, banche, società finanziarie, enti solidaristi e associazioni che sostengono l'immigrazione (i quali, scommettiamo, saranno ben contenti di farsi carico dei costi di profughi, immigrati e rifugiati), per evitare che il conto dei deliri mondialisti sia pagato da lavoratori, disoccupati, non privilegiati e da chi sta in fondo alla scala sociale!

"L’immigrazione è un fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la prima vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitalismo, dovrebbe fare altrettanto”. I due fenomeni si tengono, rispondono alla stessa logica e uno è indispensabile all’altro." A. De Benoist

martedì 17 gennaio 2017

Dazi doganali subito!

Come era prevedibile, la Cina 'comunista' è ormai l'alfiere principale della globalizzazione capitalista! E a Davos confermano la loro visione: no a dazi e barriere doganali, no al protezionismo, no a misure di protezione nazionali. Il leader cinese Xi Jinping afferma: «Il protezionismo, il populismo e la de-globalizzazione sono in crescita, e questo non va bene per una più stretta cooperazione economica a livello globale».
Da sempre sosteniamo che politiche export-centriche, in atto in Italia e Europa da ormai più di 2 decenni, siano deleterie per le nostre società, in cui, come confermato ieri dai dati Oxfam, per via della globalizzazione crescono disuguaglianze, povertà e precarietà. 
Le alternative a questo tipo di 'sviluppo' impoverente sono note da tempo: dazi doganali, divieto di importazione di specifiche merci, blocco delle delocalizzazioni. Ma queste politiche che mettono il benessere e il futuro dei cittadini italiani (ed europei) al primo posto devono essere avviate quanto prima, perchè la situazione si sta facendo ogni giorno più insostenibile! La globalizzazione va fermata!


giovedì 12 gennaio 2017

Contro la logica del profitto capitalista

“Oggi la globalizzazione di tipo finanziario e tecnologico corrisponde all’espansione planetaria dell’aggressività nordamericana e della sola logica del capitale, una logica che ha fatto sì che il mondo divenisse via via più uniforme, attraverso l’abbattimento di tutti gli ostacoli all’espansione del capitale. Che si tratti di frontiere, di culture, di popolla diversità viene distrutta e i valori indeboliti.
Quanto al modello sociale, è chiaro che quello attuale va cambiato, non nel senso di abolire l’economia ma dando all’economia il posto che merita. Bisogna decolonizzare l’immaginario, cioè bisogna uscire dall’ossessione consumistica e dalla logica della crescita infinita, in quanto non si può avere una crescita materiale infinita in un mondo finito, di conseguenza bisogna porre dei limiti e trovare un equilibrio.”

“Il rischio è che pur battendosi giustamente contro l’omologazione capitalistica globale, si riduca a farlo, più o meno consapevolmente, ancora sotto le insegne dell’ideologia dell’Identico che ne sta alla base.
Esistono molte destre, ma tutte accomunate dall´adesione al liberismo mercantile. Quella attuale è senz´anima e senza idee, ma dominata dal denaro. Vedo solo elementi negativi.”

Anche per de Benoist, «un altro mondo è possibile», come proclamano i no global, ma non lo si costruirà nel solco del primato dell’economia, della produzione e dei diritti dell’Individuo, poiché su questa cifra il capitalismo liberale, la logica del desiderio infinito che porta al consumismo, la distruzione delle differenze rimarranno sempre, purtroppo, le formule vittoriose. Occorre piuttosto una DECOLONIZZAZIONE RADICALE che miri a rianimare quelle concrete forme di socialità primaria che attingono da quell’inesauribile serbatoio di differenze che è la vita stessa, nei suoi fondamenti.